giovedì 10 gennaio 2013

Ricostruzione del tracciato della ferrovia Santa Ninfa-Salemi-Kaggera. Parte I: da santa Ninfa Campagna a Santa Ninfa Città



Se per caso dovessi avere letto qualcosa sulla mia ricostruzione del tracciato della Palermo-Burgio, forse ricorderai qualcosa della storiella dell’Ipotetico Ciclista. Una storiella banale, forse anche poco originale, inventata solo per poter illustrare intenti e professionalità con i quali vengono utilizzati i fondi pubblici. Ma se la dovessi ricordare, è possibile anche che ricordi come l’Ipotetico Ciclista, alle 14,47 di un altrettanto ipotetico 8 aprile 2011, vedeva confluire verso di sé il tracciato della Burgio Castelvetrano quando la stazione di San Carlo era già a vista. Se l’Ipotetico Ciclista avesse deciso a quel punto di girare verso destra ed avesse avuto le forze ed il fegato per percorrere altri 56 km si sarebbe ritrovato qui:



E’ la stazione di Santa Ninfa Campagna, stazione terminale della Santa Ninfa – Kaggera  (o della Santa Ninfa – Salemi, se preferisci).  La stazione è ancora in condizioni strutturali relativamente buone, anche perché ha servito la linea Burgio-Castelvetrano fino al 15 gennaio 1968 (formalmente, fino al 15 gennaio 1972) e cioè per 14 anni ancora, dopo la chiusura del tratto che la collegava con Salemi. Ma mentre il binario della Burgio Castelvetrano dopo la stazione descriveva una curva che lo faceva puntare decisamente a Sud, Il tracciato della Santa Ninfa – Salemi si spostava leggermente verso Nord.

La stazione è attualmente occupata abusivamente, ed usata anche per il ricovero di animali. Da ciò che ho visto mi è sembrato di arguire che il magazzino merci ospiti un gregge di pecore 



mentre non mi è chiaro se il fabbricato viaggiatori sia usato anche come abitazione. Sono ancora perfettamente integri i servizi igienici esterni


la fontanella



 ed ancora presenti gli infissi; persino le iscrizioni originali sono parzialmente visibili



Sotto una finestra al primo piano vi è una mensola in ferro che probabilmente avrà retto l’unità esterna di un condizionatore.

L’accesso alla stazione è consentito da una stradella asfaltata che si dirama dalla Strada Comunale Salemi-Santa Ninfa-Partanna, a sua volta raggiungibile dalla strada comunale Bonadore, raggiungendo l’ingresso della stazione sulla facciata Nord dell’edificio. Mentre il binario della Burgio Castelvetrano seguiva un percorso parallelo ad essa affiancandola ad Est, quello della Santa Ninfa Kaggera la attraversava curvando leggermente verso Nord nel lasciare il piazzale della stazione. E’ ancora visibile sul muro perimetrale del piazzale il varco subito dopo il quale si trovava il passaggio a livello. 
Una volta attraversata la stradella, il tracciato si dirigeva verso Est seguendo una serie di curve; di questa prima parte, praticamente nulla è rimasto. Poco dopo il passaggio a livello avrebbe dovuto esservi un sottovia, ma non sono stato in grado di individuarne eventuali ruderi. 
Più avanti il binario descriveva un’ampia curva lungo quelli che attualmente sono dei vigneti; sebbene sulle riprese satellitari di GoogleEarth sembrava fosse individuabile qualcosa riconducibile al rilevato ferroviario, nulla più appariva visibile nello stesso luogo alla fine della primavera del 2012. 
Più avanti il tracciato continuava la sua ampia curva decorrendo su un ponticello, ma questo tratto non è direttamente accessibile, e quindi non saprei se il ponticello sia tuttora esistente. Dopo di esso, al termine della curva, il treno percorreva un tratto rettilineo in salita al termine del quale si trovava un passaggio a livello in corrispondenza della  Strada Comunale Salemi-Santa Ninfa- Partanna;


è questo il primo tratto nel quale il percorso seguito dal tracciato è inequivocabilmente identificabile.



Dopo l’attraversamento della comunale, il tracciato torna a perdersi in un campo per ricomparire poco più avanti subito prima del passaggio nelle adiacenze di una casa cantoniera, a circa 1000 metri dalla stazione


Sebbene l’architettonica ne sia stata profondamente variata, essa è nondimeno riconoscibile



anzi, è ancora presente un medaglione con l’effige del fascio littorio, posto sopra la tabella delle distanze 



Dopo la cantoniera, il tracciato si perde nuovamente per ricomparire dopo quello che era un altro passaggio a livello



 Da qui può essere seguito come strada rurale per circa 200 metri, dopo i quali si perde nuovamente in un vigneto


Al centro del vigneto dovrebbe essere ancora visibile un sottovia, individuabile su foto aeree e satellitari; ma personalmente non ho avuto a possibilità di accedervi. Dopo il campo ne ricompare nuovamente un segmento


lungo il quale è presente un sottovia semisepolto


 e che continua con un rettilineo in salita. Al termine di questa ogni struttura relativa al tracciato ferroviario risulta totalmente cancellata dall’urbanizzazione



nemmeno gli allineamenti risultano conservati. 

Da qui, il binario avrebbe seguito un percorso ad “S” appena accennata curvando prima leggermente a Nord Ovest, e poi rettificandosi. Lungo questo rettilineo si trovava la stazione di Santa Ninfa città. 


poco dopo la quale sarebbe stato presente un cavalcavia preceduto da una casa cantoniera, come desumibile dalle carte topografiche

Su questa immagine a bassa risoluzione è visibile la cantoniera, ma non è individuabile il cavalcavia


Il tracciato avrebbe intersecato quelle che oggi sono le vie Serpotta, Cagini. Levi, Papa Giovanni XXIII, Rossini ma come detto sopra, non vi sono neppure allineamenti di riferimento tra gli edifici. Il tratto rettilineo si sarebbe trovato a Sud dell’odierna via Pio La Torre, dove si sarebbe trovata la stazione di Santa Ninfa Città, sulla via Vivaldi più o meno a quest’altezza di via La Torre




a 2.9 km da quella di Santa Ninfa Campagna



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