giovedì 10 gennaio 2013

Ricostruzione del tracciato della ferrovia Santa Ninfa-Salemi-Kaggera. Parte II: dalla stazione di Santa Ninfa Città alla stazione di Gibellina-Salemi



Ogni struttura relativa alla linea ferroviaria è stata cancellata fino al km 3.5, dove  il tracciato torna ad essere presente sotto forma di strada pavimentata


percorribile in auto fino all’intersezione con la statale 119, ove era presente un passaggio a livello, a poco meno di 3800 m dalla stazione di Santa Ninfa Campagna. Il passaggio a livello occupava il segmento centrale di una curva di circa 150°, dopo la quale il tracciato puntava decisamente a Nord. 
E’ ancora presente, sebbene notevolmente rimaneggiata la casa cantoniera che verosimilmente avrebbe costituito il casello del passaggio a livello




Ogni struttura della linea da qui scompare per poco più di 200 m, dopo i quali risulta visibile un tratto di rilevato con un  sottovia



Poche decine di metri più avanti, il tracciato ricompare sotto forma di strada asfaltata: è la strada comunale che mette in comunicazione la SS119 con la SS188, percorribile in auto per circa 2 km



In questo tratto, le strutture residue consistono essenzialmente in un grande muro di controripa in corrispondenza di una trincea



a 4750 m dalla stazione di Santa Ninfa Campagna







e dei pali che sostenevano i segnali di passaggio a livello posti in corrispondenza del km 5+750



Subito dopo la trincea esisteva un cavalcavia, del quale non rimane traccia.

Dopo il km 5+800 il fondo diviene sterrato



Al km 6+700 vi è un passaggio in una trincea scavata nella roccia, sulle scarpate della quale non sono presenti muri di controripa



 Lungo questo tratto vi sono almeno due sottovia; ciò che di essi colpisce, quando paragonati a quelli delle altre ferrovie a scartamento ridotto, sono le dimensioni



Tale differenza dimensionale sarà una costante, rilevabile in tutte le opere d’arte fino a Kaggera.

Al km 6+850 la strada sterrata si dirige verso la SS188 e non coincide più con il tracciato, il quale descriveva una curva a sinistra, penetrando in quello che attualmente è un campo coltivato, non accessibile. In corrispondenza del margine NordOvest del campo vi è un costone roccioso; il tracciato, dopo la curva, ne seguiva l’andamento per un centinaio di metri, per poi attraversarlo con una breve galleria 



al km 7+350 circa


L’imbocco della galleria è visibile ma non accessibile.




Poco oltre lo sbocco di questa, sul versante opposto del costone,il tracciato, ancora visibile come strada sterrata, descriveva allora una curva ad “S”



per passare, al km 7+950 della linea, su un breve viadotto. Questo è incluso in terreno recintato; appare ancora in buone condizioni, ma privo di spallette, al posto delle quali sono stati piantati degli oleandri, ad intervalli regolari


Per un breve tratto dopo il viadotto, il tracciato è ancora visibile per qualche centinaio di metri, per poi sparire nuovamente, almeno fino a dove si trova subito a Sud della SS188, dove sorge la scultura “Ingresso al Belice”. Nel campo poco prima di questa il percorso del tracciato sarebbe rilevabile sia sulle foto satellitari sia sulle StreetView di GoogleEarth, ma all’epoca della ricostruzione (primavera-estate 2012) nessuna traccia di esso risultava più visibile. 
Poco più avanti il tracciato ricompare sotto forma di strada di accesso ad abitazioni



ed è percorribile, con un’interruzione, fin quasi alla stazione


Poco prima di questa, al km 9+150, esso percorre un cavalcavia che passa sulla linea a scartamento ordinario Alcamo-Castelvetrano


il cavalcavia conserva ancora i parapetti originali dietro le griglie di protezione



L’ingresso in stazione sarebbe avvenuto in corrispondenza di quello che adesso è un cancello


subito prima del quale vi era un passaggio a livello, al km 9+350. Al di là del cancello, dopo 9+500 km, terminava la linea Santa Ninfa- Salemi, e con essa la parte di tracciato che venne armata e che entrò in servizio, restando in esercizio dal 1935 al 1954.


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