venerdì 21 agosto 2009

Ricostruzione del tracciato della ferrovia Palermo-Camporeale. Parte ottava: dal viadotto di San Cipirello a Camporeale



Il viadotto è rettilineo, lungo circa 125 metri,e dalla distanza alla quale può essere osservato appare in perfette condizioni; e deve senz'altro essere così visto che tale condizione è verificata per tutti gli altri.
Quindi, se vi si potesse salire, sarebbe percorribile; ma per quanto detto prima l'estremità che dà verso San Cipirello è inaccessibile.


L'altra estremità sarebbe forse accessibile. ma occorrerebbe passare attraverso terreni recintati, cosa che non mi sono sentito di fare.


Cinquanta metri oltre di esso è presente la ventiquattresima cantoniera. E' in cattive condizioni; il tetto è mancante, ma i muri perimetrali sono ancora integri.


Da questo punto, tra l'estremità del viadotto e la cantoniera. il percorso del tracciato diviene nuovamente inequivocabile; e diverrà chiaramente visibile qualche centinaio di metri più avanti, dove compariranno anche tratti di sedime, e muri di contenimento.
Questo punto può essere raggiunto in due modi. Il primo è quello di giungervi attraverso la SP 20. Questa si può raggiungere sempre dalla strada che scende a sinistra prima dello svincolo, attraverso la quale si accede alla parte di tracciato che costeggia la SV. Dopo 1600m questa strada confluisce nella SP20. Dopo 2300m dall'inizio, e cioè 700m dalla confluenza, vi è una traversa a destra.
Le coordinate sono:

37°56'36.75"N
13° 9'55.94"E

La strada sale verso la SV passandovi sotto, e a 300m dall'inizio vi è la cantoniera. La strada segue quindi una stretta curva a sinistra a 90° e si ritrova in linea con la direttrice del viadotto; da qui comincia a curvare dolcemente a sinistra portandosi verso Sud, e seguendo l'andamento del tracciato.


Tuttavia, la strada in questo tratto non si identifica con il percorso del tracciato. Quest'ultimo dopo la cantoniera decorreva più a Ovest, su un terrapieno ancora visibile, discostandosi da quella che è la strada attualmente percorribile.


A meno di trecento metri dalla cantoniera si trova un ponte in pietra, sullo stile di quelli visti prima della stazione di Santa Cristina Gela ed in via Matranga prima di Piana, ma di dimensioni maggiori. Siamo a 55 Km dalla stazione Lolli.


Il ponte scavalca un piccolo specchio d'acqua (uno stagno) consentendo di raggiungere la sommità del terrapieno dalla strada sterrata.


Circa 200m dopo il ponte il tracciato si ricongiunge alla strada e da questo punto strada e tracciato tornano ad identificarsi. Subito dopo il ricongiungimento, il tracciato decorre su una livelletta, un rilevato che degrada progressivamente.


Più avanti, sulla destra è visibile un muro di controripa.


Dopo un chilometro dal ponte, a 56Km di distanza dalla stazione Lolli, il tracciato è tagliato dalla provinciale 138, ma continua dalla parte opposta di essa.


Questa è comunque la seconda possibilità di raggiungere la cantoniera 24. Percorrendo la SP 20 ed oltrepassando la strada sterrata precedentemente descritta, dopo ulteriori 1250 m (quindi 3,55 Km dall'inizio) si trova la strada provinciale che sale sulla destra. La strada taglia il tracciato dopo poco più di quattrocento metri. Imboccando qui il tracciato a destra è possibile percorrerlo a ritroso fino alla cantoniera 24.
Il tracciato continua dalla parte opposta, adiacente ad un vigneto. Può essere percorso a piedi; a circa cinquecento metri dalla provinciale, ed a 56,5 chilometri dalla Stazione Lolli,si incontra la venticinquesima cantoniera.



E' in condizioni peggiori della precedente, ma anche qui i muri perimetrali sono intatti.


Dopo centotrenta metri inizia il quarto viadotto.


E' lungo centoquaranta metri, leggermente arcuato, ed anche questo in perfette condizioni, percorribile a piedi.


Probabilmente nelle stagioni in cui non vi è l'erba alta sarebbe percorribile anche con una moto fuoristrada. Il viadotto si continua in una livelletta, un rilevato a pendenza costante che ne segue la curvatura e, degradando progressivamente, si porta al livello della pianura circostante. Anche la livelletta è percorribile con facilità, ed anzi rappresenta una via alternativa, probabilmente migliore, di accesso al viadotto.


Per raggiungerlo occorre procedere lungo la SP 20 oltre l'intersezione con la SP138.Dopo circa cinquecento metri ci si troverà a fianco del ponte prima e della livelletta poi. A questo punto si noterà una diramazione sulla destra, lunga un centinaio di metri, che immette in una strada con il fondo asfaltato, ma in cattive condizioni. La livelletta si raccorda a questa strada, da dove è quindi possibile seguirla a ritroso e giungere al viadotto.


La livelletta si raccorda alla strada asfaltata perchè quest'ultima, ancora una volte, è il tracciato ferroviario, almeno nel tratto iniziale.


Dopo è verosimile che il tracciato decorresse a pochi metri da quella che oggi è la sede stradale, parallelamente ad essa. Tale supposizione trova conferma sia nella posizione delle costruzioni che si trovano lungo la strada, sia nella presenza, più avanti, del rilevato.
In pratica, lo sviluppo del percorso stradale ricalca, comunque quello del tracciato.
Dopo la confluenza della livelletta, il tracciato diviene rettilineo


indi segue una curva ad ampio raggio, dopo la quale è verosimile che esso non si identifichi più con la sede stradale.



Trecento metri dopo la curva vi è la stazione della fermata Balletto.


E' in discrete condizioni, e appare attualmente utilizzata, anche se non abitata.


La denominazione di "fermata Balletto" è mia e non so se sia corretta. Essa scaturisce dal fatto che la stazione sembra sorgere nel nulla più assoluto


l'unico piccolo agglomerato (relativamente) vicino ad essa si trova in contrada Balletto. Ormai, siamo a 58,5 km dalla stazione Lolli. A breve distanza (150m) dalla stazione della fermata Balletto si trova la ventiseiesima cantoniera.



Anche questa è senza tetto, ma per il resto è in condizioni migliori delle due precedenti.



Dopo ulteriori 550m il rilevato della sede stradale ferroviaria torna ad essere chiaramente visibile per 150m circa


più avanti sono visibili i resti di un muro di controripa.


Ancora più avanti sparisce nuovamente qualunque traccia, ma il rilevato doveva decorrere appena sopra l'attuale sede stradale.
Alla distanza di 2600m della confluenza della livelletta con la strada, quest'ultima termina a "T" contro una strada locale, perpendicolare ad essa.


Nel punto in cui il tracciato avrebbe attraversato la strada, vi è un cavalcavia, ma di epoca molto più recente, Qui ci troviamo a 59,7 km dalla Stazione Lolli.


Il cavalcavia sorge isolato, non essendo raccordato a nulla alle estremità;ma subito dopo di esso, oltre la strada, vi è un corso d'acqua che quindi la strada ferrata avrebbe dovuto attraversare. Subito dietro il cavalcavia, quasi completamente nascosto dalla vegetazione, viè però un breve ponte in pietra che scavalca il corso d'acqua


il ponte è in continuità con un terrapieno, che è ancora il rilevato della strada ferrata.



Da qui, il tracciato doveva descrivere una sorta di "S" allungata curvando prima verso Ovest e poi nuovamente verso Sud. A circa 650 m in linea d'aria dalla strada è infatti presente una trincea, con resti del relativo muro di controripa


e per raggiungerla dal ponte, allineandosi con essa, il tracciato non avrebbe potuto seguire un diverso percorso; inoltre, sulle fotografie satellitari sembra potersi notare qualcosa, che ha un riscontro in ciò che si vede sul luogo.
Prolungando la direzione sulla quale si sviluppa la trincea, a circa 130m di distanza da essa (e 68,5 km dalla Stazione Lolli) si trova la ventisettesima cantoniera.


E' praticamente un rudere; solo due dei muri perimetrali sono rimasti integri.


La cantoniera è facilmente raggiungibile dalla strada che taglia il tracciato. Dopo averla imboccata a destra, si nota una diramazione con l'indicazione "CAMPOREALE" sulla sinistra. A 570m dalla diramazione vi è un tratturo, sulla sinistra, che porta alla cantoniera, ben visibile in fondo al sentiero.



Il prolungamento di tale sentiero torna ad identificarsi con il tracciato. Questo, dopo essersi diretto a Sud, segue un'ampia curva verso Est, e passa attrverso una breve trincea scavata in un rialzo del terreno.


Indi decorre su un alto rilevato ove sono presenti due sottopassi per lo scolo delle acque.



Un centinaio di metri dopo il secondo sottopasso il rilevato non è più visibile, trovandosi a livello del terreno circostante.



Con esso, probabilmente, termina anche il tracciato.


Il tratturo che, fino ad adesso, si è identificato con il tracciato continua, sboccando sulla strada che dalla SP20 sale verso Camporeale in corrispondenza della prima curva (90° a sn) 100m dopo l'inizio.


Anzi, risulta più semplice percorrerlo a ritroso imboccandolo da lì.


E' tuttavia impossibile che l'ultimo tratto di questa strada sterrata abbia qualcosa a che vedere con la sede della strada ferrata. Le repentine variazioni di altitudine sono incompatibili con quelle di una linea ferroviaria.
E' invece probabile che al termine del rilevato, il tracciato dovesse curvare a destra, verso Ovest, passando su un'altura


per poi ridiscendere al livello della strada dopo circa settecento metri.


Più avanti è visibile infatti un altro sottovia, il cui asse longitudinale è orientato esattamente nella direzione necessaria, ma che non è in continuità con alcun terrapieno.


Sembra che esso sia stato costruito in previsione di raccordarlo con un rilevato, mai realizzato. Da questo punto in poi, il tracciato avrebbe seguito un percorso simile a quello della strada che sale verso Camporeale, decorrendo una ventina di metri più a Nord. Seguendo questa linea, a duecento metri dal sottovia si trova la ventottesima cantoniera.


Anche questa è diroccata, in pessime condizioni, solo un pò migliori di quelle della precedente.


Ci troviamo a 63 km dalla stazione Lolli. Nei pressi della cantoniera non vi sono tracce della sede ferroviaria, nè rilevato, nè altro. Circa quattrocento metri più avanti si trova l'imboccatura del penultimo viadotto. Questo collega due alture permettendo di superare la depressione tra le due; vi è quindi continuità con il terreno, ma anche qui non vi è alcun segno del tracciato.


Il viadotto, in perfette condizioni, è lungo circa settanta metri, ed è percorribile a piedi.


E' a quattro arcate, ma la loro forma, ed in generale lo stile del viadotto e la realizzazione sono diversi dai precedenti.



Il secondo viadotto inizia meno di cento metri dopo, quando la seconda altura declina nuovamente.



Anche questo in perfette condizioni è lungo circa novanta metri, ed è a cinque arcate.


Avrebbe dovuto raccordare, verosimilmente, la seconda altura con un terrapieno artificiale, una livelletta simile a quella presente dopo il quarto viadotto, per riportare il tracciato al livello della pianura circostante; ma della livelletta non vi è traccia.


La ventinovesima cantoniera si trova a circa novecento metri dall'estremità del secondo viadotto.


Non è una stima precisa; è basata sulle supposizioni relative al percorso del tracciato mai realizzato, dando per scontato che esso avrebbe aggirato a Sud le alture sulle quali si trova la parte alta del paese. L'ultima cantoniera è in pessime condizioni come le altre di Camporeale.


Anche qui, non vi è traccia di strutture attribuibili alla strada ferrata.



Nel contesto della voce di Wikipedia citata all'inizio, è più volte menzionata una "stazione di Camporeale". Così. dopo averla cercata sulle fotografie satellitari, poi sul luogo, indi dopo aver cercato un fabbricato modificato nelle zone di Camporeale dove verosimilmente potesse trovarsi, chiesi alla gente del luogo. Non esiste alcuna stazione a Camporeale. Non è mai esistita. Quindi, con la ventinovesima cantoniera, giungiamo alla fine del tracciato, alla fine del percorso ed alla fine della storia. A 64750 metri dalla Stazione Lolli e a settantanove anni dalla costruzione degli ultimi viadotti.


Resta singolare il fatto che furono realizzate le opere d'arte, ma poi subito prima di raccordarle con la sede, e subito prima di edificare la stazione, i lavori vennero sospesi. Sembrerebbe che un evento tanto improvviso quanto inaspettato li abbia bruscamente arrestati in pieno svolgimento d'opera.
Cosa mai potè accadere, Lettore? Ma questa è, forse, un'altra storia

2 commenti:

salvatoreb ha detto...

Salve, volevo farle i complimenti per questo fantastico blog, ho letto il suo racconto sulla ferrovia Palermo-Salaparuta tutta in un colpo. Ha fatto un lavoro veramente incredibile, dalle sue parole traspare la passione per gli aspetti nascosti e meno conosciuti della nostra isola. In futuro spero di poter aprire pure io un blog come il suo per poter condividere con altri le mie passioni, pricipalmente castelli e mulini ad acqua.
Di nuovo complimenti.

Salvatore Butera
salvatore.butera83 chiocciola virgilio.it

Anonimo ha detto...

Salve complimenti....ho una foto che ritrae la vecchia ferrovia all'altezza dell'attuale notarbartolo dall'alto se vi può interessare fatemi sapere