martedì 8 maggio 2007

IL RUMORE NELLE CHITARRE ELETTRICHE ED I "PROBLEMI DI MASSA"

Chiunque abbia eletto la chitarra elettrica elettrica a proprio strumento musicale prediletto, si trova prima o poi a confrontarsi con un problema comune, e con l'inevitabile, conseguente, luogo comune.
Il problema comune consiste nella presenza di un fastidioso rumore, continuo, di relativamente bassa frequenza, che si riduce toccando le corde o altre parti metalliche della chitarra.
Il conseguente luogo comune è: la chitarra ha un difetto di cablaggio per cui non risulta messa a massa in maniera corretta/efficiente/quellochevoletevoi; il difetto di messa a massa viene compensato dalla "messa a massa" che lo stesso corpo del chitarrista effettuerebbe toccando le corde.
Io non faccio eccezione; per di più, altre due condizioni hanno contribuito nel mio caso a rendere più evidente il problema:
1) sono stato recentemente colto da un attacco acuto di GAS (Guitar Acquisition Syndrome) che mi ha condotto all'acquisto di otto chitarre nel giro di pochi mesi, con grande felicità dei venditori ed infelicità dei miei familiari.
2) poichè non sono un musicista che in qualche modo si esibisce, ma suono solo per compiacere me stesso e dispiacere ai miei vicini di casa, non ho acquistato chitarre costose di grande marca, ma chitarre decenti e belline che si spera possano acquistare valore notevole quando verranno ereditate dai miei pronipoti.
Il problema comune era presente su quasi tutte le chitarre. Il fatto che fossero economiche ha rinsaldato la validità del luogo comune: in una chitarra economica è più probabile che vi siano difetti di cablaggio.
Ho così pensato di rimediare ricablando le chitarre, e cioè effettuando un corretto collegamento a massa, migliorando le schermature, ripristinando eventuali saldature fredde, eliminando "ground loops" e così via...
Il lavoro è stato in gran parte inutile; ho ottenuto qualche miglioramento, ma il problema di fondo è rimasto. Alla fine, un episodio "illuminante" mi ha consentito di comprendere in che cosa esattamente consista il problema, e soprattutto di realizzare come il luogo comune riguardo alla messa a massa sia nulla di più che un luogo comune privo di fondamento.
Il problema risiede nell'impianto elettrico dell'appartamento, e non nelle chitarre. Ho cercato di spiegare questo a diverse persone, su diversi forum, ed in diverse parti del mondo, ma non ho avuto riscontri positivi.
Qualche giorno addietro, un tale (che doveva essere residente negli Stati Uniti, perchè parlava di frequenza del rumore a 60 Hz - in Europa sarebbe stato 50 Hz), mi rispose, più o meno: "quindi mi staresti dicendo che mi basterebbe cambiare casa per risolvere il problema"?
Non so se cogliete la sottile ironia che ho colto io, nelle sue parole; tuttavia gli ho risposto che no, non doveva cambiare casa, ma solo impianto. E che comunque, ciò che gli era stato detto al Centro Assistenza, e cioè che il problema dipendeva da un'errata messa a massa, era comunque una presa in giro. Forse intervenendo sui cablaggi avrebbero migliorato un pò il problema, o forse no; in ogni caso, era evidente che non conoscevano l'argomento di cui avrebbero dovuto trattare.
Non ho avuto risposta dal tizio, che evidentemente preferisce farsi prendere in giro da chi non sa quello che dice ma è titolare di un Centro Assistenza ufficiale, piuttosto che ragionare con la propria testa, anche se è la testa di uno che non ha avuto alcuna investitura ufficiale da parte di Fender o Gibson o PRS, o Gretsch...
Per coloro che invece pensano di sfruttare il cervello di cui sono in possesso per utilizzi diversi dall'ascoltare le stupidaggini di altri, ecco qui un percorso logico-pratico da seguire per rendersi conto di persona di come stanno le cose.
1) collegate un cavo all'ingresso di un amplicatore, ma non collegate alcuna chitarra all'estremita libera del cavo. Tenendo il cavo dal rivestimento esterno isolante, senza toccare alcuna parte metallica, accendete l'amplificatore a volume bassissimo. Ora, con un dito dell'altra mano toccate l'estremita arrotondata del jack (il "positivo"). Sentirete un forte rumore continuo provenire dall'amplificatore. Togliete pure il dito: il rumore cesserà.
2) sempre tenendo il cavo per il rivestimento isolante, toccate il pavimento con l'estremità del jack. Non dovreste udire alcun rumore aggiuntivo
3) ora afferrate il jack dall'estremità; udirete nuovamente il forte rumore. Con la mano che prima teneva il cavo dal rivestimento esterno afferrate il jack vicino alla base (massa, o negativo): il forte rumore cesserà.
4) prendete una chitarrina sulla quale non avete paura di intervenire, e che presenta il problema solito (rumore che si riduce toccando le corde). Scollegate il filo che collega il ponte della chitarra alla massa generale. Collegate la chitarrina all'amplificatore e toccate le corde; il rumore aumenterà anzichè diminuire. Ricollegate il filo di massa
5) ora collegate la chitarrina rimessa a posto all'amplificatore tramite un DIBox o altro apparecchio dotato di interruttore "ground lift". Azionate il commutatore e toccate le corde. Anche in questo caso il rumore aumenterà. Ed in questo caso aumenterà toccando qualunque parte metallica della chitarra. Riportate il commutatore nella posizione di base, e verrà ripristinato il comportamento originale (il rumore si riduce toccando le corde).
6) con la chitarrina collegata normalmente, alzate un pò il volume. Ora, anzichè toccare le corde della chitarra, toccate una parte metallica dell'amplificatore: il rumore si ridurrà, anche se in misura minore, nell'identico modo in cui si riduce quando toccate le corde.
Fine degli esperimenti ed inizio dei ragionamenti.
Se il chitarrista toccando le corde riuscisse effettivamente a stabilire una connessione tra il suolo e la massa della chitarra, ciò implicherebbe che collegare direttamente a massa il positivo del jack procuri un grosso incremento del rumore (punto 1), in quanto se stabilisce una connessione tra l'estremità positiva del jack ed il suolo, il rumore aumenta. Ma a maggior ragione, toccando il pavimento con l'estremità positiva del jack il rumore dovrebbe aumentare ulteriormente, mentre questo non accade (punto 2). L'unica spiegazione possibile dell'osservazione è invece che il chitarrista introduce un disturbo toccando il positivo del jack, cioè genera un potenziale che, riferito al potenziale zero della massa, è una differenza di potenziale, che l'amplicatore vede evidentemente come segnale.
Questo è confermato da quanto accade al punto 3): se vengono toccati contemporaneamente il positivo e la massa, ambedue si troveranno allo stesso potenziale: quindi, niente differenza di potenziale, niente segnale.
Andiamo avanti al punto 4). Una volta scollegato il filo di massa che collega il ponte al resto della chitarra, l'insieme ponte-corde-meccaniche di accordatura ha le parti metalliche accoppiate tra loro, ma collegate solo al legno della chitarra. Cioè, le corde, il ponte e le meccaniche sono sospese al legno (isolante) e fisicamente disaccoppiate dall'elettronica della chitarra. Per quale motivo il rumore dovrebbe aumentare toccando le corde?
Azionando il commutatore ground lift (punto 5), tutta la massa della chitarra viene fisicamente disaccoppiata dalla massa che si trova a valle del commutatore; perchè anche in questo caso il rumore dovrebbe aumentare? Se il chitarrista potesse effettivamente fungere da messa a terra, esso supplirebbe all'assenza di collegamento di massa introdotto dal ground lift.
E veniamo adesso al punto 6). Se la riduzione del rumore toccando le corde significasse effettivamente mettere a terra la chitarra, la riduzione del rumore toccando l'amplificatore significherebbere mettere a terra l'amplificatore. Quindi il vostro amplificatore sarebbe senza collegamento a terra. L'implicazione di ciò sarebbe che se voi invertiste la fase ed il neutro dell'alimentazione della presa a muro (non è necessario smontare la presa, basta inserire la spina avendola ruotata di 180 gradi scambiando i due pin), potreste trovarvi le corde della chitarra sotto tensione. Tanti anni fa, quando le prese di terra negli appartamenti e nei garage erano un'optional, a me è successo più di una volta.
Tutto questo puà avere un solo significato: il chitarrista non è a potenziale zero, e non può rappresentare il potenziale zero di riferimento, la massa di riferimento. Ancora convinti che il chitarrista toccando le corde possa mettere a massa la chitarra?
Vediamo adesso qual è l'unica spiegazione plausibile, ed i possibili rimedi; prima però occorre puntualizzare un paio di cose.
La prima è che esistono diversi tipi di "massa":
- massa fisica o di struttura (di solito, l'insieme delle parti metalliche connesse ad un circuito)
- massa di alimentazione o di ritorno (il negativo dell'alimentazione in DC o il neutro in AC)
- massa di riferimento (il potenziale che funge da zero di riferimento riguardo alle differenze di potenziale)
- massa di sicurezza (il "filo di terra" negli impianti elettrici e nell'alimentazione)
La seconda è che i circuiti della chitarra sono totalmente passivi (con l'ovvia esclusione dei pickup attivi o dell'equalizzazione attiva - ma proprio questo tipo di circuiti non da problemi di rumori o interferenze, e già questo avrebbe dovuto dire tanto)
Nelle apparecchiature di un tempo si tendeva ad unificare i vari tipi di massa; il risultato era, tra l'altro, proprio la possibilità di avere una certa tensione, rispetto al "vero" potenziale zero (il suolo) sulle parti metalliche della chitarra. Se il telaio dell'amplificatore si trovava ad un potenziale diverso dal potenziale zero del suolo, questo veniva portato tramite il negativo del cavo alle parti metalliche della chitarra e una corrente (di variabile entità) poteva percorrere il corpo del chitarrista scaricandosi a terra. Adesso (per fortuna) non è più così; la massa di sicurezza è comunque presente sull'amplificatore, non sulla chitarra.
Riguardo all'unificazione degli altri tipi di massa, vi sono, in generale dei pro e dei contro, dipendentemente da quali vengano connesse insieme e quali lasciate invece separate.
Poichè la chitarra ha una circuitazione passiva, la massa di alimentazione non è presente. La massa di struttura e quella di riferimento sono invece unificate.
Dal punto di vista strettamente teorico, le debolissime correnti che scorrono nei circuiti (e che vengono condotte all'amplificatore rappresentando il segnale d'ingresso) sono generate dalla trasduzione elettromeccanica generata dal pickup alla vibrazione delle corde. In pratica, la vibrazione delle corde perturba il campo magnetico dei magneti del pickup e tale variazione genera delle correnti indotte nell'avvolgimento del pickup stesso.
Se le corde non vengono mosse, sempre in teoria, nessuna corrente può scorrere nel circuito passivo, con l'eccezione di eventuali correnti di scarica dei condensatori (che comunque sono transitorie), o di correnti generate da una differenza di elettronegatività dei materiali interconnessi (una possibilità più che altro teorica). In simili condizioni la chitarra dovrebbe essere assolutamente silenziosa.
Se la chitarra fa rumore, è evidente che delle correnti comunque stanno circolando nel circuito. Poichè il circuito è passivo, ed il campo magnetico dei pickup non è perturbato, l'unica possibilità è che altri componenti, esterni al sistema, inducano la circolazione di queste correnti. In pratica, il rumore della chitarra è un disturbo elettromagnetico, non un difetto nel collegamento a massa.
I problemi a questo punto divengono:
- chi genera i disturbi?
- come arrivano alla chitarra?
- come si può ovviare al problema?
In linea del tutto generale, l'emissione dei disturbi può raggiungere il sistema o per irradiazione (disturbi radiati) o per conduzione (disturbi condotti); spesso, un'emissione condotta genera, conseguentemente, anche un'emissione radiata. Per quale via il disturbo raggiunge la chitarra? Ed il chitarrista?
Perchè, l'origine del fenomeno del rumore che cessa toccando le corde se il ponte è correttamente messo a massa, e si incrementa se invece il ponte è disconnesso dalla massa è esattamente questa: il disturbo investe in modo paragonabile chitarra e chitarrista. Ed anche l'amplificatore.
Se la chitarra collegata all'amplificatore fa rumore, una corrente sta scorrendo nel circuito, e quindi vi deve essere una differenza di potenziale tra il positivo e la massa del circuito della chitarra; ma quando il chitarrista tocca le corde trasferisce un disturbo analogo per intensità e fase anche alla massa. Quindi la differenza di potenziale si annulla, la corrente non circola più ed il disturbo cessa.
Se il cavo di massa è staccato, il chitarrista non tramette un bel nulla alla massa; d'altra parte, egli trasmette il disturbo di cui è portatore alle corde che agiscono da radiatore con ulteriore captazione del disturbo da parte della chitarra. Questo quindi si somma al disturbo già captato dalla chitarra ed il rumore aumenta. La stessa cosa si verifica azionando il commutatore "ground lift" del DIBox. E' vero che toccando le corde riduce la differenza di potenziale nel circuito, ma trasferisce comunque più disturbo alla chitarra; d'altra parte, l'ingresso dell'amplificatore non "vede" la riduzione del potenziale perchè il negativo risulta fisicamente disconnnesso dal "ground lift": il risultato è comunque un incremento del disturbo, anche se in misura minore rispetto a quello che si ha disconnettendo il filo di massa del ponte.
Poichè il chitarrista non è connesso ad alcun dispositivo elettrico, il disturbo non può che essere radiato; ma, per quel che riguarda amplificatore e chitarra?
Qui giungiamo all'episodio "illuminante" che avevo menzionato inizialmente.
Nel mio appartamento vi sono due prese di corrente poste a meno di tre metri l'una dall'altra, ai due lati di un mobile; con un cavo di alimentazione sufficientemente lungo, posso connettere un amplificatore all'una o all'altra presa senza spostare l'amplificatore stesso. Con chitarrista ed amplificatore nell'identica posizione, se l'amplificatore viene connesso ad una delle due prese la chitarra fa rumore, se è connesso all'altra la stessa chitarra è assolutamente silenziosa. Tutto ciò, almeno nel caso specifico, può avere una sola spiegazione: il disturbo elettromagnetico raggiunge l'amplificatore per conduzione, ed il chitarrista per irradiazione dall'amplificatore; probabilmente, anche alla chitarra il disturbo giunge per irradiazione.
A questo punto, dovrebbe esssere chiaro come le chitarre c'entrino poco con il problema, e soprattutto come il "grounding" della chitarra non abbia nulla a che vedere con esso: è una leggenda metropolitana. Così come una leggenda metropolitana sono gli anelli di massa o "ground loops", che sicuramente possono rivestire un ruolo di primo piano nel generare disturbi in circuiti elettronici attivi collegati tra loro, ma che all'interno di una chitarra elettrica, con circuiti passivi, non possono svolgere alcun ruolo.
Vi sono semplicemente alcune chitarre più sensibili alle interferenze elettromagnetiche, ed altre meno; ma non vi è alcun criterio certo che consenta di rendere immune una chitarra ai disturbi elettromagnetici.
Quando vi rivolgete all'assistenza, ad un laboratorio di liuteria o a chiunque ripari o modifichi circuiterie di chitarre elettriche, spesso ricevete assicurazioni riguardo al fatto che il problema verrà risolto. Come fa il vostro interlocutore, allora, ad affermare ciò? E' semplice: mente. Egli confida nel fatto che ricablando con cavi di buona qualità, più corti possibili, e schermando i vani della chitarra, il problema migliorerà. Inoltre, con ogni probabilità, all'interno del suo laboratorio i disturbi sono di entità inferiore e la chitarra ricablata non li capterà; se tornando a casa avvertirete lo stesso problema, solo allora vi dirà: "il problema risiede nell'impianto elettrico di casa vostra".
Una soluzione sicuramente funzionante è stata identificata da alcuni nel collegare stabilmente chitarrista e chitarra con un cavetto di rame che presenta una pinza a coccodrillo (come quella dei tester) ad un'estremità, ed un anellino all'altra. La pinza va posta sul ponte e l'anellino al mignolo della mano destra. In questo modo il chitarrista può annullare perennemente il disturbo, qualunque sia la posizione. La critica che alcuni hanno posto a questo sistema riguarda il potenziale pericolo in caso di disconnessione o assenza della massa di sicurezza. Se le parti metalliche della chitarra infatti dovessero venire a trovarsi ad un potenziale positivo rispetto al suolo, in condizioni normali il chitarrista ha ancora una chance di non venire folgorato mollando la chitarra, mentre in caso di collegamento stabile...
Con tutto ciò, non ho inteso dire che i cablaggi della chitarra possono venire realizzati alla bell'e meglio, tanto è uguale; solo che questo non dà alcuna garanzia di risoluzione del problema relativo al disturbo.
Ho visto sul Web siti di persone che, in Italia, eseguono ricablaggi e schermature con una tecnica ottima, e con un risultato, in termini di ordine e pulizia dei circuiti, impareggiabile. Guardare una chitarra cablata in questo modo è certamente un piacere. Considerato i bassi livelli dei segnali in gioco, è possibile che la qualità del suono ne guadagni; e visti l'ordine e la pulizia, è certo che qualunque reintervento sulla chitarra diviene notevolmente più semplice.
E' anche possibile che il disturbo migliori notevolmente, ma ripeto, non esistono criteri che consentono di affermare: "ecco: questa è l'origine del problema. Effettuando questa modifica o questa riparazione, il problema scomparirà". In questo senso, ogni intervento sulla chitarra è un tentativo.
E se avete un minimo di dimestichezza con cacciavite e saldatore, è un tentativo che potreste anche eseguire da soli, con qualche spezzone di cavetto di buona qualità, dei fogli da alluminio per alimenti (tipo Domopak) e rispettando alcuni accorgimenti. Ma di questo, forse, parleremo un'altra volta.

40 commenti:

Anonimo ha detto...

hi, new to the site, thanks.

Teo (New Jersey) ha detto...

Su una telecaster ho questo problema:
se tocco le corde il problema ronzio si abbassa ma molto poco, se mi bagno le mani invece sparisce come succede anche sulle altre chitarre senza dover bagnare le mani (ad esempio sulla stratocaster sempre con pickup single coil...) Come posso risolvere il problema ?

Vox Humana ha detto...

Teo, quando tocchi la chitarra trasferisci il disturbo al negativo della chitarra, per conduzione; con le mani bagnate, la conduzione è migliore. Il problema non sta nella chitarra, ma nel fatto che c'è un disturbo esterno che viene trasferito alla chitarra. Come ho ribadito nel post, non è quindi intervenendo sulla chitarra che questa situazione può radicalmente cambiare. Se cambiando ambiente (stanza, appartamento, edificio, etc.) il disturbo si attenua, non c'è molto che tu possa fare. La schermatura del vano pickup a volte aiuta, e, sempre come dicevo nel post, può essere eseguita anche con fogli di alluminio per cucina, o con vernice apposita. La conformazione dei vani pickup in una Telecaster è tale per cui è meglio usare la vernice. L'uso do fogli di alluminio, se i vani sono irregolari, può avere "effetti collaterali" per cui il rimedio risulta peggiore del male

Daniele Poli ha detto...

filo di stagno (quello per saldature) srotolato, un apice legato al ponte e l'altro infilato nel calzino. lo so che é orribile ma era un'illuminazione che mi era venuta durante delle registrazioni e la mia gibson SG faceva troppo casino.

Vox Humana ha detto...

Daniele, questo è un metodo concettualmente identico a quello che descrivo nel post e realizzato con anellino e "coccodrillo". Che funzioni è certo, ma la critica è sempre quella: in caso di impinato elettrico mal fatto e senza nessa a terra, puoi lasciarci la pelle. E' estremamente improbabile che possa accade, ma non impossibile. Inoltre se trovandoti con i 220V sulle corde dovessi "lanciare" la chitarra ( credo che suoni comunque meglio una SG scheggiata in mano ad un chitarrista vivo che una SG perfetta in mano ad un chitarrista morto) il coccodrillo verosimilmente si staccherà, mentre il tuo metodo probabilmente continuerebbe a tenerti in contatto con le strutture della chitarra sotto tensione. Forse la maniera più saggia di affrontare il problema è quello di portare con sè tester (o al limite cercafase) e anellino con coccodrillo. Se non rilevi tensione sulle corde, puoi collegarti tranquillamente. Chiaramente, se l'impianto viene spento e riacceso devi rifare il controllo

andthebox ha detto...

Bel post.
Di solito quando sono a casa traccio con una chitarra (rgx 312) che fa mediamente schifo, ma anche io ho avuto prova dell'influenza determinante dell'impianto elettrico nel classico rumore. Il rumore a volte c'é, a volte no, a volte compare e scompare mentre suono. Primo sospetto: contatti ballerini da qualche parte, ma cerco e non trovo mai nulla. Un giorno mi accorgo che il rumore é semplicemente associato al fatto che alcune luci in casa siano accese o no. In realtà sono molto lontane dall'impianto, ma caspita si sentono eccome. Non so se la cosa ha senso, ma una é una alogena controllata da un variatore, l'altra é un set di faretti con alimentatori cc, sempre controllati da variatore. Non credo sia il variatore in se, perché altre luci in casa ce l'hanno ma non hanno alcun effetto sonoro. Spero che aiuti qualcuno. Spero non vi tocchi suonare a lume di candela :)

Gabriele ha detto...

In pratica, se scollego il cavo "ground" dal ponte della chitarra, non otterrò comunque un miglioramento, ma rischio di lasciarci le penne?
Ciao, Gabriele.

Vox Humana ha detto...

Ciao Gabriele, la risposta è sì e no. "Sì", se scolleghi il ponte dalla massa non otterrai alcun miglioramento e "no", non rischi di lasciarci le penne. Il rischio di lasciarci le penne compare se scolleghi il cavo di massa dell'amplificatore, cioè se elimini la "messa a terra". QUesto perchè massa fisica e massa di sicurezza nell'amplificatore sono la stessa cosa. Nella chitarra coincidono anche con massa di riferimento e negativo, per cui se la massa fisica dell'amplificatore si trova ad un potenziale diverso da zero, questo ti viene riportato sulle parti metalliche della chitarra. Se non c'è la messa a terra dell'ampli, e stacchi il collegamento a massa del ponte, anzi, la tensione non ti arriverà sulle corde, ma toccando PU, commutatori etc ci sarà comunque rischio di folgorazione

Umbe ha detto...

Ciao, mi chiamo Umberto ed ho letto con molto interesse l'articolo e l'ho trovato molto esauriente e per questo mi complimento molto.
Nonostante ciò, non riesco a capire cosa provochi il disturbo che ho sulla mia chitarra.
È una Blade sulla quale ho montato i pickup DG-20 il kit proseries dedicati a David Gilmour.
Sono già montati sul battipenna ed hanno già tutte le connessioni fatte su una scheda elettronica, sono attivi con batteria 9V.
Sono super silenziosi se non per il fatto che dopo pochi minuti che suono, si presenta un disturbo sonoro tipo delle piccole scariche elettriche che va e viene.
Se abbasso il volume dalla chitarra mentre il disturbo è in corso, si sente meno.....se il volume lo metto a zero non si sente più, quindi escluderei il discorso "problema al cavo jack".
Ho seguito le istruzioni di montaggio nelle quali è consigliato di non collegare più il filo di massa da ponte a negativo del jack e così io ho fatto.
Potrebbe essere questa la causa?
Non ho provato ancora a collegarlo per paura di fare danni.
Il disturbo lo sento sia con la chitarra collegata all'amificatore il quale ha la massa, sia quando è collegata al multieffetto e suono in cuffia (il multieffetto non ha la massa perché alimentato da trasformatore dedicato).
Nell'appartamento la messa a terra c'è e credo funzioni a dovere (magari la faccio controllare).
Ho pensato anche potesse essere un problema dei potenziometri volume e toni o del settore pickup (magari provo con un po' di spray per contatti)
Avevo pensato di provare con un filo volante attaccato al ponte e ad un rubinetto di casa per vedere se cambia qualcosa.
Dico che penso di farlo perché sono lontano da casa e quindi lo farei appena rientro.
Cosa mi consigli?
Specialmente riguardo il filo di massa tra ponte e negativo jack?
Grazie 1000, Umberto

Vox Humana ha detto...

Ciao Umberto, da come descrivi il disturbo questo sembrerebbe non aver a che con il tipo di disturbi che vengono trattati nel post, e cioè disturbi che generati altrove vengono captati dalla chitarra. Sembrerebbe piuttosto che essi vengano generati NELLA chitarra, chiaramente a monte dei potenziometri. Dalla descrizione potrebbero essere generati anche a livello di qualche saldatura non perfetta; in ogni caso credo non possano avere nulla a che vedere con il collegamento a massa ma abbiano origine dalla circuiteria. Se vuoi fare il tentativo fallo pure, ma non credo possa essre utile

Umbe ha detto...

Ho pensato che potrebbero essere i potenziometri o magari il selettore.
Appena torno dal mare M agari provo con un po' di spray per contatti se ci riesco, in quanto mi sembrano poco accessibili.

Gaetano ha detto...

Ciao. Mi sono imbattuto in questo post cercando una soluzione al mio problema. Nonostante sia un po' diverso da quello trattato da te, la tua competenza e il tuo approccio per risolverlo mi fanno ben sperare e vorrei sottoportelo.
Ho una chitarra con 3 single coil, cablati a dovere sicuramente, collegata a 4 pedali alimentati da un alimentatore stabilizzato e a un amplificatore a transistor. Il problema è un rumore continuo (la frequenza mi viene segnalata dall'accordatore a 250Hz, ma probabilmente mi segnala l'ottava sbagliata) che non passa qualsiasi cosa faccia. Sia che tocco le corde sia che non le tocco. Ovviamente il rumore diminuisce fin quasi a sparire se il pedale attivo é uno solo, mentre se sono due, soprattutto se distorsori o il compressore, il rumore aumenta considerevolmente.
I test proposti da te hanno identico risultato nel mi caso. Pensi che sia anche questo un problema legato all'impianto? E se sì che indagini mi suggerisci di fare?
Grazie mille e complimenti davvero!

Vox Humana ha detto...

Innanzitutto, grazie dei complmenti; e credo che tu mi sopravvaluti :)

Che intendi esattamente con "I test proposti da te hanno identico risultato nel mi caso"? Il problema è presente in qualsiasi ambiente porti il setup? Cioè nelle diverse stanze, in appartamenti/studi/box diversi?

Gaetano ha detto...

Intendo dire che ho eseguito le prove che hai elencato, quelle con il cavo jack. E tutti i comportamenti sono identici, a parte il discorso del contatto con le corde o con qualsiasi parte metallica della chitarra. Se tocco il rumore non si attenua.
Non ho fatto molte prove in giro per casa. Ma in 3 prese a cui mi sono collegato l'effetto é identico.
Oltre casa mia non ho mai provato. Suono esclusivamente per un mio piacere privato.
Il problema si è presentato da quando sono passato ai pedali analogici. Prima avevo una piccola pedaliera digitale che di questi problemi non me ne dava. Da quando ho preso questi affari combatto con questo rumore fastidiosissimo.

Vox Humana ha detto...

I test proposti servono unicamente per dimostrare come la messa a terra della chitarra non c'entri nulla con il disturbo, ma per il resto, nel tuo caso, non dimostrano nulla. L'unica prova "dimostrativa" è quella che toccando le corde non cambia nulla: dimostra che il disturbo non è un segnale esterno che viene captato da te, e deve quindi essere generato dal sistema. Il che vuol dire dai pedali o dal loro sistema di alimentazione; ma questo già lo sapevi, ché la pedaliera digitale non ti dava problemi. Un primo test che potresti fare è quello di non collegare del tutto uno dei pedali (uno alla volta) e vedere se il problema cessa. Se così non è, dovresti provare con un alimentatore diverso. Se in nessuno dei due modi si riesce ad isolare il componente responsabile del disturbo, quest'ultimo potrebbe realmente essere prodotto da un "ground loop". Riguardo alla frequenza di 250 Hz, che intendi per "ottava sbagliata"? Intendi dire che potrebbe essere un'armonica? Potrebbe ma non riesco a trovare un riferimento immediato di una frequenza di cui i 250 Hz potrebbero essere un'armonica. Oltetutto se anche fossero un'armonica di un segnale a 125 Hz, questo dovrebbe avere una tonalità abbastanza bassa. Cerca di isolare il componente che produce il rumore e fammi sapere.

Federico Trevisan ha detto...

Salve! Complimenti per l articolo che a mio dire è molto ben fatto.
Mi ritrovo anche io a chiedere il vostro aiuto per un problema simile: ho un ibanez XF 350 da più o meno due anni e mezzo e da due anni e mezzo suono sempre nello stesso posto ossia in camera mia con l ampli collegato ad una ciabatta alla quale sono collegate anche la tv e due console. Per due anni e mezzo non ho mai avuto problemi ma da una settimana quando collego la chitarra e accendo l ampli si presenta un rumore fastidiosissimo simile al ronzio di una mosca o al fischio di una teiera calda. In primis credevo fosse il jack ma avendo due chitarre ( l altra è una ibanez SF ) ho constatato che con la seconda il problema non sussiste. Convinto che fosse "colpa" della XF 350 l ho portata a far vedere ma collegata ad un ampli del negozio andava benone. Il negoziante mi ha suggerito di portare anche l ampli e il cavo e cosi ho fatto e lì nel negozio la mia chitarra funzionava. Tornato a casa l ho riattaccata al solito posto e funzionava perfettamente. La sera stessa tuttavia il problema si è ripresentato. Ho cambiato presa ( dal primo piano di casa mia l ho attaccata ad una presa al piano terra) e il problema si è risolto. Di conseguenza ho rimesso ampli e chitarra al solito posto e tutto ha funzionato di nuovo. Ma da tre giorni a questa parte il problema sussiste ovunque. Ho provato 5/6 prese diverse a vari piani e il disturbo persiste sia col suono distorto sia col suono pulito anche se in modalità pulita si sente molto di meno. Inoltre il problema si sente solo alzando il volume o della chitarra o dell ampli. Se entrambi i volumi sono alzati il disturbo è davvero insopportabile. La cosa che mi rende perplesso è che questo problema è sorto dal nulla. Non ho aggiunto niente di nuovo ne all ampli ne alla chitarra. Inoltre alla ciabatta sono collegate le solite cose da quando suono quindi non saprei proprio a che cosa imputare il problema anche perché con l altra chitarra va tutto alla grande. Avete qualche suggerimento? Questa cosa mi sta facendo impazzire e non trovo soluzioni!
Grazie

Vox Humana ha detto...

Capti un disturbo esterno e lotrasfersci alla chitarra, al quale è sensibile. Dovresti provare con altre prese di corrente in casa, e collegando l'ampli direttamente alla presa. se anche con le altre prese in casa il disturbo permane, potrebbe essere un nuovo apparecchio che hai collegato alla rete.

Federico Trevisan ha detto...

È questo il fatto, non ho collegato nessun apparecchio nuovo. Inoltre oggi si è verificata una novità : senza fare nulla di particolare ho provato la XF 350 e in un primo momento si è manifestata l interferenza, poi però suonando essa è sparita ma al suo posto la chitarra suonava in maniera orribile. Addirittura in modalità pulita suonava come se fosse distorta ma la qualità era pessima come se le equalizzazioni non ci fossero eppure sull ampli erano ben regolate. Invece con l altra chitarra va tutto bene come sempre. Il suono emesso è della solita qualità e non ci sono interferenze. Con la 350 invece si è verificato questo nuovo problema. Ho seguito il consiglio di collegarmi direttamente alla corrente con l ampli ma non è cambiato nulla...

Vox Humana ha detto...

Se prima è stato intermittente e poi è divenuto costante dovresti riprovare con altre prese, anche in negozio. Poichè prima non era costante non puoi sapere quaòe sia stato il significato preciso delle prove che hai fatto prima

Paolo ha detto...

Ottimo articolo. Il migliore trovato in tutta la rete.
Aggiungerei che i "ground loop" possono crearsi (e spesso si creano) all'interno della catena dei pedali se l'alimentazione - magari in daisy chain - non segue pari passo la connessione con il cavo coassiale (i cavetti). Questo è fondamentale con alcuni pedali.
Purtroppo i rumori degli alimentatori colpiscono i single coil brutalmente anche senza un amplificatore: tutti gli alimentatori (pc, router..) possono emettere disturbi.

Vox Humana ha detto...

Grazie, Paolo, per i complimenti, e grazie per il tuo commento e le precisazioni

Paolo ha detto...

Salve, ho un problema apparentemente inspiegabile. Ho acquistato un Fender Blues Junior valvolare 15w e quando lo collego alla chitarra elettrica avverto un fastidioso rumore di fondo che si attenua solo toccando le corde della chitarra. Il problema permane anche con altri cavi ma non si presenta se collego un'altra chitarra allo stesso ampli in casa o se porto ampli e chitarra dal liutaio, cioè utilizzando le prese di corrente del suo laboratorio. Non posso dire quindi che sia un problema del mio impianto elettrico né dell'ampli (se cambio chitarra non c'è problema) né della chitarra (con lo stesso amplificatore in altra sede fisica non c'è problema). E allora? Come risolverlo? Preciso che la mia casa ha la messa a terra e l'impianto è nuovo (4 anni). Ho comprato un Furman M10 XE (condizionatore dei rete con filtri per la protezione da campi elettromagnetici, picchi di tensione e disturbi di rete) ma il problema si è solo attenuato, non risolto. Mi può aiutare?

Vox Humana ha detto...

Paolo, non posso che citare me stesso (mi scuserai, non è presunzione, ma solo tentativo di spiegazione) nel post:

"probabilmente, anche alla chitarra il disturbo giunge per irradiazione"

Il fatto che una chitarra capti certi disturbi, ed un'altra no, dipende da come è fisicamente costituita la chitarra. Evidentemente a casa tua vi è un disturbo elettromagnetico per il quale la tua chitarra è "accordata", ha delle frequenze di risonanza. Lo capta quella chitarra ma non altre. Chiaramente, il problema non ha soluzione pratica. Occorrerebbe eliminare il disturbo o variare la struttura dell'hardware della chitarra.
Sarebbe interessante vedere se il disturbo viene captato dalla sola chitarra o dal sistema ampli+chitarra; pe ferificare questo dovresti verificare se nello stesso luogo la stessa chitarra collegata ad un diverso amplificatore dà lo stesso problema. Se così è, e quindi il problema dipende unicamente dalla chitarra, forse basterebbe cambiare qualche componente (ad es. commutatore) per risolvere il problema. Ma sarebbero tentativi empirici; considerato che in realtà tutto funziona alla perfezione, non credo che ne valga la pena. Hai provato a cambiare stanza o presa di corrente? Come citato nel post, a casa mia basta cambiare presa per non sentire più il disturbo.

Paolo ha detto...

Grazie per la risposta. Tuttavia ė strano per me pensare al disturbo elettromagnetico (ho accuratamente spento tv, pc, cellulari, wifi, non ci sono antenne di telefonia mobile nei palazzi circistanti) e devo dire anche che subito dopo l'acquisto, non sembrava che ci fossero problemi. Quale potrebbe essere la fonte del disturbo? Servirebbe utilizzare il rimedio consistente nel collegare un filo di rame tramite pinza a coccodrillo e anello tra ponte della chitarra e chitarrista? Sono veramente disperato...

Vox Humana ha detto...

Sì, certo che servirebbe, ma... è tanto forte da impedirti di suonare? Hai provato su un'altra presa?

Riguardo all'origine del disturbo, penso sia impossibile da rilevare. Siamo immersi in un oceano onde elettromagnetiche generate praticamente da tutto: dalle luci fluorescenti agli access point WiFi. Un analizzatore di spettro radio, comparando le frequenze rilevabili dove il disturbo è presente e dove non lo è, potrebbe forse evidenziare che frequenze radio stiano disturbando; ma stabilire COSA lo stia facendo è molto più difficile.

Magari, se cambi presa (senza dover necessariamente cambiare casa :) ) con una prolunga risolvi il problema... è la prima prova che farei.

In bocca al lupo ;)

Paolo ha detto...

Ho provato in altre prese ma il risultato non cambia: possibile che io abbia questo problema di influenza elettromagnetica (ripeto, senza che ci siano antenne GSM o 4G nelle vicinanze: siamo davanti a una scuola materna!!) ovunque? In realtà oggi ho verificato che azzerando i toni della chitarra il problema non c'è: può significare qualcosa? Grazie ancora per il tempo che mi sta dedicando.

Umbe ha detto...

....significa che il problema è dentro la chitarra.....
Io nella mia non riuscivo a capire cosa potesse generare delle scariche elettriche (non era rumore di fondo il mio)....
Poi dopo 2000 prove ho scoperto che era un cavetto che non faceva bene contatto.
Secondo me c'è qualcosa che non va nella circuiteria interna della chitarra!

Vox Humana ha detto...

Può significare che ciò che capta le interferenze è "a monte" dei potenziometri del tono; in pratica, il potenziometro stesso o il condenstatore. Magari spostando il condensatore rispetto al corpo del poteziometro varia qualcosa... prova.

Anonimo ha detto...

A me succede che toccando il suolo con la punta del jack il rumore aumenta. Se vi collego le mie chitarre una é silenziosissima, senza il disturbo "tocca corde no rumore", l'altra é quasi da nevrosi.

Paolo ha detto...

Utilizzando un radio jack come anche l'economico line6 g10 i rumori dei single coil spariscono completamente. Adesso ho una pedaliera che da accesa con la chitarra collegata fa lo stesso rumore che da spenta. Ossia zero .

Paolo ha detto...

Utilizzando un radio jack come anche l'economico line6 g10 i rumori dei single coil spariscono completamente. Adesso ho una pedaliera che da accesa con la chitarra collegata fa lo stesso rumore che da spenta. Ossia zero .

Vox Humana ha detto...

Be' allora la parte che captava maggiormente era il cavo, evidentemente. Sono contento che tu abbia risolto

Anonimo ha detto...

Buonasera , scusate l' ignoranza ,ho comprato una chitarra elettrica per mia figlia. È una Eko s 350 vintage . Ho un problema, l'amplificatore non sempre funziona , mi spiego meglio, alcune volte funziona subito e se non suona la chitarra per circa un minuto si spegne , il led da verde diventa rosso . Altre volte l'amplificatore ha sempre il led rosso ; se stacco il jack alla chitarra e lo facccio toccare il metallo vicino all'entrata del jack il led diventa verde e tutto funziona.....spiegatemi se è normale o dove potrebbe essere il problema,grazie. Gennaro

Vox Humana ha detto...

Che amplificatore è? Probabilmente se non rileva segnale all'ingresso va in stand by...

Anonimo ha detto...

Molto interessante questo post.
Volevo porre una domanda. Il rumore che si sente quando si toglie il jack dalla chitarra, mentre l'altro capo è collegato all'amplificatore acceso, è dovuto alla captazione di qualche disturbo radiato (senza che l'utente tocchi il jack ovviamente)?
Capita talvolta di sentirlo subito appena si toglie il jack altre volte invece non si sente (talvolta mi dimentico di spegnere prima l'amplificatore...)

Grazie

Paolo ha detto...

Questo thread come ho già scritto in precedenza è illuminante e me lo sono segnato con cura. Grazie a questo thread ho potuto risolvere tutti i problemi di ronzio senza nemmeno acquistare un costoso alimentatore con uscite galvanicamente isolate. Ebbene si alimento 17 pedali di cui la metà digitali in Daisy chain. Non una sola Daisy ma tre. Tre OneSpot economici ma ottimi da 25 euro ciascuno mi danno ognuno 1.5A un abbondanza di potenza che garantisce 9v costanti su ogni tratta. I problemi rilevati erano tre. TRE.
Primo problema l'alimentatore a monte ossia quello che usavo prima del OneSpot. La trasformazione da corrente alternata a continua introduce se non filtrata bene una piccola alternata (ripple) che è il classico rumore da 50hz di rete che poi si propaga ovunque. OneSpot risolve (come molti altri tipo il Boss ma OneSpot è meglio). Poi la differenza di potenziale tra i vari pedali ossia la massa messa in comune tra alcuni pedali provoca ronzio. Si risolve sperimentando mettendo su un'altra carenza Daisy chain il pedale o i pedali. Questo è un passaggio fondamentale per hi ha tanti pedali. Alternativa; acquistare qualcosa tipo mxr iso brick ma sono 180 euro per risparmiare poco lavoro. Terzo punto il rumore captato dai single coil. Prova veloce: collegare una acustica preamplificata, se non ci sono rumori è la chitarra con i single coil. Risolto con line6 g10. L'altra chitarra con humbuckers zero problemi.
Tre sono le sorgenti di rumore e tre sono gli interventi da fare. Risultato pazzesco. Sembra tutto spento adesso anche quando è acceso.

Paolo ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Vox Humana ha detto...

Grazie Paolo. Sono contento di essere stato utile. E sono contento anche del tuo contributo che, rimanendo qui tra i commenti, farà parte integrante del post e potrà essere utile ad altri Lettori.
Riguardo alla problematica che avevi sollevato, tieni presente che l'ampli vede come "segnale" qualunque differenza di potenziale ai poli d'ingresso, comunque essa venga generata, sia essa una tensione applicata o un disturbo captato.

Paolo ha detto...

attenzione che ci sono due "paolo" in questo thread. Io non uso ampli dato che mi attacco direttamente al mixer.

Paolo ha detto...

attenzione che ci sono due "paolo" in questo thread. Io non uso ampli dato che mi attacco direttamente al mixer.