venerdì 17 maggio 2013

LA VIA DEI BORGHI.15: La quinta fase dei borghi rurali siciliani. BORGO ANTONINO CASCINO


Borgo Cascino: un autentico, originale, borgo ECLS.


Nobile figura di condottiero e di soldato, diede costante e mirabile esempio di ardimento e di valore alle truppe della sua divisione, recandosi a condividere con esse, sulle prime linee, tutte le vicende della lotta. Gravemente ferito da proiettile nemico, volle ancora mantenere il comando, finché ebbe assolto il suo compito della giornata, stoicamente sopportando il dolore della ferita, che poi lo condusse a morte.”
 
Borgo Cascino: targa dell'Ente per la Colonizzazione del Latifondo Siciliano

Antonio Cascino è una figura particolarmente nota tra i decorati italiani. La medaglia d’oro al valor militare giunge al termine di una serie di riconoscimenti avuti in vita, e ne inizia un’altra alla memoria. Ha avuto intitolate varie vie, piazze e caserme in Italia, ed una torpediniera. Ed un borgo rurale, relativamente vicino alla natìa Piazza Armerina, in contrada Branciforte. L’attribuzione del suo nome al borgo avvenne sempre per Regio Decreto (9 dicembre 1940, n. 1976, pubblicato sulla GU n. 40) e, caso unico tra i borghi ECLS, vi è anche una lapide che riporta la motivazione per il conferimento della medaglia.

Borgo Cascino: lapide commemorativa
 
Anche l’ubicazione di Borgo Cascino è stata studiata in modo richiamare alla mente l’immagine del “paesino rurale di collina”; sorge infatti su una collinetta con una superficie di base di una quindicina di ettari, che si innalza almeno di una cinquantina di metri rispetto al suolo circostante.
 
Panoramica di Borgo Cascino
 
 I più vicini rilievi si trovano mediamente ad un paio di chilometri di distanza; uno di questi  è monte Pasquasia, ove si trova l’omonima miniera di sali potassici. Qualche borghigiano, autoelettosi a memoria storica del borgo, riferisce che le pendici del monte avrebbero costituito la sede inizialmente designata per la costruzione di Borgo Cascino. Sebbene lo spostamento dalla sede inizialmente individuata abbia costituito un evento frequente nel processo di realizzazione dei borghi ECLS, non ho trovato nulla nella documentazione che confermi o smentisca quanto mi è stato riferito.
 
Il terreno su cui sorge il borgo fu espropriato alle famiglie Greco-Militello e Lo  Manto per un totale di £ 1 842 224. La cifra, costituita dall’indennità di occupazione temporanea e dall’espropriazione, è suddivisa esattamente a metà relativamente alle due voci e per ambedue le ditte espropriate; non saprei se si tratti di una semplice coincidenza, se ciò costituisca una sorta di “comodità contabile”, o se invece sottenda un preciso significato.
 
Borgo Cascino: espropri

Non sono stato in grado di prendere visione del piano di appoderamento. Nel 1940 le case costruite in provincia di Enna furono 399; eppure, nei dintorni di Borgo Cascino la loro distribuzione appare estremamente sporadica. Una di esse, presente poco prima della diramazione della strada di accesso, sembra riconducibile al tipo 1, lievemente modificata.
“Zona latifondistica tra le più spietate” la definisce la Accascina; in effetti, nel raggio di influenza del borgo ricadono anche due creste montuose.


Borgo Cascino: raggio d'influenza

Dalla carta che mostra la situazione dei borghi rurali al primo gennaio del 1956, si desume che due borghi di tipo "C" si sarebbero dovuti realizzare appena al di fuori della circonferenza individuata dal raggio d'influenza, ed un terzo all'interno di essa; di quest'ultimo si parlerà più avanti.   

Pianificazione gennaio 1956
L’incarico per la progettazione fu affidato all’ing. Giuseppe Marletta, architetto catanese coetaneo di Caracciolo; anche lui, quindi, giovane professionista. La costruzione venne eseguita dall’impresa Società Muratori Riminesi, la stessa che costruì Borgo Gattuso. Il preventivo di spesa  sarebbe stato di £ 970 102,47. L’esecuzione di opere non previste in contratto ed imprevisti di altro genere fecero lievitare la spesa per complessive £ 353 543,64; è comunque plausibile che la vicenda sia stata più complessa di come viene descritta nelle delibere.

Profondamente diverso da Borgo Schirò per quel che riguarda l’isolamento, Borgo Cascino gli è simile per l’ubicazione e per la pianta. Della prima si è già detto.  Riguardo alla seconda, anch’esso si sviluppa intorno ad una piazza quadrata con gli assi sfalsati.

Borgo Cascino: planimetria

La strada di accesso si dirama come deviazione dalla SP30 che congiunge la SS122 con la SS560, deviazione realizzata unicamente per servire il borgo, e sempre alla SP30 si ricongiunge più a Nord. Poco prima della diramazione vi è un abbeveratoio

Borgo Cascino: abbeveratoio

ma appare diverso da quello che era stato progettato per il borgo

Borgo Cascino: progetto dell'abbeveratoio

L’ingresso principale è quindi quello da Sud. Sempre analogamente a quanto accade per Borgo Schirò, l’impatto visivo è affidato alla chiesa, che si staglia tra i due avancorpi, simmetrici, della scuola e della trattoria posti all’ingresso del borgo

Borgo Cascino: ingresso Sud

La simmetria  degli avancorpi è stata evidentemente cercata dal Marletta per realizzare l’effetto,in quanto le piante di scuola e trattoria simmetriche poi non sono. La scuola ha una pianta ad “L”, mentre la  trattoria con rivendita è a pianta rettangolare, adiacente a forno e scuderia. Trattoria e scuola delimitano quindi la piazza a Sud. Il lato Ovest è chiuso dall’edificio che ospita caserma dei carabinieri ed ufficio postale

Borgo Cascino: caserma CC e ufficio postale

unito alla sede degli uffici dell’Ente da un arco, posto al vertice NordOvest della piazza

Borgo Cascino: sede dell'ECLS

Il fabbricato che ospita gli edifici dell’Ente è posto lungo il lato Nord, come il sagrato della chiesa. Il prospetto di questa, come dell’annessa canonica, è quindi arretrato rispetto al margine della piazza, mentre il fianco delimita la strada di accesso da Nord

Borgo Cascino: chiesa

La chiesa è a navata unica

Borgo Cascino: interno della chiesa

Il sagrato della chiesa ospitava, lateralmente alla scalinata, l’Angelo del Buon Raccolto, una statua in conglomerato di Eugenio Russo, scultore catanese

Borgo Cascino: Angelo del Buon Raccolto

L’immagine è un’elaborazione di una fotografia riprodotta da una stampante ordinaria, che ha richiesto qualche elaborazione per divenire realistica.


La realizzazione di una via crucis all’interno dell’aula    

Borgo Cascino: Via Crucis di Giovanni Ballarò

fu affidata a Giovanni Ballarò, lo stesso artista che la realizzò per Borgo Gattuso, mentre l’affresco dell’abside, raffigurante San Francesco di Assisi a Borgo Cascino

Borgo Cascino: abside (affresco di Carmelo Comes)

fu commissionato al Carmelo Comes, decoratore prediletto da Marletta.

Lungo il bordo Est della strada, dalla parte opposta della chiesa, vi sono le case degli artigiani    


Borgo Cascino: case artigiani

tre alloggi costituiti da tre camere, ingresso, cucina, e servizi igienici    

Borgo Cascino: planimetria case artigiani

 e, di seguito, l’ambulatorio medico

Borgo Cascino: ambulatorio medico

comprensivo di alloggio
 
Borgo Cascino: planimetria ambulatorio medico

La quinta Est della piazza è essenzialmente costituita dal fabbricato che avrebbe ospitato gli uffici comunali (delegazione podestarile, ONC e sindacati)

Borgo Cascino: delegazione podestarile

unito all’ambulatorio da un arco
 
Borgo Cascino: ambulatorio e delegazione podestarile

Lungo il margine Sud si sarebbe trovato l’asse viario che avrebbe attraversato la piazza lungo la direttrice Est-Ovest, interrompendo la continuità tra scuola e caserma e tra trattoria e delegazione podestarile; gli sbocchi della strada si sarebbero trovati quindi in corrispondenza dei vertici SudEst e Sud Ovest della piazza. Antistante alla delegazione podestarile, lungo il bordo della via, sarebbe sorta la torre littoria


Borgo Cascino: planimetria originale

Questa in una versione successiva del progetto, che poi è quella che sarebbe stata effettivamente realizzata, venne spostata al di fuori del perimetro della piazza  

Borgo Cascino: torre littoria

Si è voluto vedere una sorta di spinta eversiva in questo cambiamento, che avrebbe portato fisicamente in secondo piano uno dei simboli del regime. Non è chiaro quando sia intervenuta la modifica; è possibile che si sia trattato di una decisione tardiva, in considerazione del fatto che la realizzazione della torre avvenne quando gli altri edifici del borgo erano già stati ultimati:


mentre l'edificazione di essi avvenne in contemporanea:



Di fatto, ciò ha chiuso l’asse viario, ma soprattutto ha privato il borgo di un balcone arengario. Nel disegno assonometrico originale infatti l’ingresso all’interno della torre era consentito da due scalinate simmetriche in cima alle quali si sarebbe trovato un ballatoio, struttura analoga a quelle di Borgo Rizza ed anche di Borgo Schirò o di Borgo Fazio (in cui però l’accesso avviene tramite una sola scalinata)
 
Borgo Cascino: assonometria

Allo spostamento della torre conseguì anche un diverso orientamento del ballatoio, che guarda dalla parte opposta della piazza, verso la vallata, e la scomparsa di una delle due scalinate

Borgo Cascino: ingresso della torre littoria
 
Il borgo così non ha un arengario, condizione unica tra i borghi di questa serie.

La torre contiene anche il serbatoio dell’acqua potabile    

Borgo Cascino: posizione del serbatoio idrico all'interno della torre

L’uso della torre littoria di Borgo Cascino come torre dell’acqua viene spesso sottolineato, ma non è da considerare una soluzione particolarmente originale. Liliane Dufour riporta parte di un documento presente nell’Archivio Centrale di Stato in cui uno dei partecipanti ad un concorso per le Case del Fascio dei centri rurali nel 1940 (non specifica quale – furono indetti due concorsi quell’anno) dice: “La torre […] è anche utilitaria […] perché porta ad altezza conveniente dal piano stradale l’arengario ed ai piani superiori ambienti per la piccola biblioteca, per cabina idrica e per un loggiato fa dove è possibile vedere dall’alto il centro rurale ed il panorama che ogni paese italiano ha di eccezionale bellezza[…]”

La funzione della torre sia come torre dell’acqua, sia come arengario ed anche come punto di osservazione, è già stata vista a Borgo Bonsignore. Non vi sarebbe nulla di peculiare quindi, nella presenza del serbatoio all’interno della torre; la particolarità starebbe invece semmai nel fatto che questa sarebbe stata una soluzione temporanea, o almeno complementare.

L’impianto idrico originario, infatti, era da considerare provvisorio, e consisteva in una semplice derivazione della condotta che riforniva l'abbeveratoio di Pasquasia.

Il serbatoio nella torre, probabilmente, sarebbe servito per consentire di inaugurare il borgo, mentre il progetto dell'impianto vero, definitivo, venne redatto l'anno successivo (1941) dall'ing. Rubino. L'acquedotto doveva venire alimentato dalla sorgente del Seriere, che aveva una portata di 4 l/s, e che sarebbe stata incrementata a 9l/s tramite la realizzazione di opportune opere di presa.
 

Il serbatoio definitivo, posto lungo la SP30, avrebbe avuto dimensioni analoghe a quelle che caratterizzano i serbatoi di Borgo Rizza e Borgo Lupo, ed avrebbe servito l’intero raggio d’influenza del borgo

Borgo Cascino: progetto serbatoio
 
I lavori, appaltati alla Società A. POSATUBI, furono iniziati nel 1942 e sospesi nel 1943, con la proclamazione dello stato di emergenza in Sicilia. A quell'epoca erano stati realizzati le opere di presa, il serbatoio (ma privo dei divisori interni e della copertura) e altre opere minori.

L’impianto venne completato negli anni Cinquanta ed è attualmente funzionante
 
Borgo Cascino: corografia

il serbatoio, in uno stile che richiama quelli costruiti dall’EAS, è privo di iscrizioni

Borgo Cascino: serbatoio idrico
 
E’ verosimile che la vicenda relativa all’impianto idrico non sia stato l’unico intoppo avvenuto durante l’edificazione. Quando il borgo venne consegnato, infatti, anche la chiesa non era pienamente funzionale in quanto parte delle sovrastrutture non erano state realizzate. E’ lo stesso Marletta a comunicare all’Ente che provvederà a sollecitare la Società alla realizzazione delle strutture i cui disegni erano già stati consegnati (disegni che con ogni probabilità sono quelli visibili nella più volte citata monografia del prof. Sapienza), ma la comunicazione è datata 6 aprile 1942, quindi è posteriore all’inaugurazione del borgo
 
Comunicazione arch. Marletta
 
Ed è verosimile che gli incrementi di spesa che vennero riconosciuti alla Società siano stati in relazione a situazioni come queste: un aumento dei costi in corso d’opera, ed un aumento dei prezzi riconosciuto sotto altra forma

Sebbene su una recensione di un numero del 1943 di “Architettura” lo stile architettonico del borgo venga definito “moderno, sincero e schiettamente costruttivo”, l’impressione che ne ho personalmente ricavato è profondamente diversa. Il parere riportato sulla rivista è chiaramente un parere tanto tecnico quanto autorevole; il borgo viene valutato da un punto di vista strettamente architettonico, e probabilmente in un professionista la valutazione professionale è automatica. Viene fuori spontaneamente, è la prima cosa che viene in mente. Da questo punto di vista, mi reputo felice della mia incompetenza; l’assenza di qualunque cognizione di architettura mi consente di sostituire le valutazioni tecniche con quelle emotive, le uniche che possono scaturire spontaneamente in una persona priva di cultura specifica. E l’impressione che ricavai la prima volta che vidi Borgo Cascino è affatto dissimile da quelle suscitate dalle visite ad altri borghi ECLS. L’atmosfera era diversissima da quelle metafisiche, e richiamava invece quelle dei borghi rurali ottocenteschi, se non ancora addirittura medioevali. Inizialmente non riuscii a comprendere a cosa fosse dovuta questa assimilazione, considerato che anche per un incompetente come me lo stile degli edifici era distante da quello dei borghi medioevali, ma durante le visite successive riuscii a comprendere quali elementi suscitassero tale sensazione.

Sicuramente, la presenza degli archi che rendono contigui la delegazione podestarile, e l’ufficio caserma ai fabbricati vicini, e le finestre ad arco mi hanno richiamato l’aspetto dei centri più antichi: E la struttura in pietra a faccia vista della torre, nonché la forma e le proporzioni di questa, è stato un ulteriore elemento che mi ha spinto in questa direzione
 
Borgo Cascino: delegazione podestarile e torre littoria

Ma ciò che più di ogni altra cosa ha suscitato in me questa differente sensazione risiede nelle dimensioni della piazza, e nella proporzione con gli edifici che la delimitano.

La piazza di Borgo Cascino ha una superficie che è un quarto di quella di Borgo Bonsignore, e meno di un terzo di quella di Borgo Schirò
 
Piazze di quattro borghi ECLS: dimensioni comparate

ed è completamente circondata da alti, almeno relativamente alle dimensioni della piazza, edifici, che si sviluppano tutti su due elevazioni, o con altezze equivalenti (la chiesa)

Borgo Cascino: veduta aerea
 
Inoltre le possibilità di visione del paesaggio in lontananza sono davvero ridotte. Per Borgo Cascino ciò che diceva Caracciolo nella “Città Rurale”, nell’inusuale stile letterario che gli è consueto :”[…] ambienti […] insieme svagati ed aperti verso le zone poderili sempre presenti, complessi formati dall’equilibrio della nuova edilizia, del verde, del cielo, delle acque fluenti. Il contadino andando nel centro, non si urbanizza nemmeno temporaneamente; dal borgo vede la sua casa, mentre dalla casa vede il campanile della sua chiesa” perde la sua simmetria: il contadino vede il campanile dalla sua casa, ma non la sua casa dal borgo. La piazza di Borgo Cascino ha le dimensioni di un cortile; la relativa vicinanza dei muri fa riverberare i suoni
 
Borgo Cascino: ingresso Nord

I rumori, i passi, echeggiano all’interno della piazza come avviene nei centri storici di fondazione medioevale,  nelle corti dei castelli, o delle masserie fortificate. L’effetto è ulteriormente accentuato dalle strade di accesso la cui larghezza, in proporzione all’altezza degli edifici che le fiancheggiano, si risolve in un effetto totalmente differente


Borgo Cascino: ingresso Nord

 
Una volta giunti all’interno della piazza, poi, gli archi e le finestre enfatizzano l’impressione; ed ancora di più la rafforza la torre littoria, che, con una base relativamente larga, il profilo rastremato ed il rivestimento in pietre a faccia vista evoca immagini che si distaccano da quelle del villaggio di campagna
 
Borgo Cascino: piazza

Gli edifici vennero realizzati in muratura portante costituita da pietrame calcareo informe, di estrazione locale

Trattoria di Borgo Cascino: particolare della muratura
 
Anche chiesa e campanile sono in muratura; i solai erano in legno.

Successivamente vennero pianificati un ampliamento del borgo e la costruzione di due sottoborghi; la progettazione, conformemente a quanto era stato disposto da Mazzocchi Alemanni, venne affidata sempre a Giuseppe Marletta. Se la mia idea “dietrologica” a proposito delle due anime dell’ECLS dovesse avere un fondamento, Lettore, è probabile che il 1942 sia stato l’anno in cui abbia prevalso quella che non era favorevole all’isolamento dei contadini. L’ampliamento del borgo, infatti, prevede anche la costruzione di alloggi popolari, e l’anno è il medesimo in cui un’iniziativa analoga venne presa per Borgo Schirò.
 

Borgo Cascino: progetto di ampliamento (arch. Marletta)

I lavori, così come avvenne per Borgo Schirò, non vennero mai nemmeno iniziati; ritengo che anche i soli spostamenti di terra necessari a realizzare quanto riportato in planimetria sarebbero risultati estremamente onerosi, considerato inoltre il periodo che l’Italia stava attraversando. E d’altra parte, quand’anche si fossero reperite le risorse, la proclamazione dello stato di emergenza in Sicilia avrebbe lasciato le opere incompiute, così come vedremo a proposito di Borgo Borzellino. E, sempre se la mia idea dovesse avere un fondamento, così come dopo l’armistizio potrà finalmente essere vanificato l’operato di Mori, dopo l’armistizio le politiche dell’Ente seguiranno orientamenti differenti. Ma questo lo vedremo molto, molto più avanti.

Una decina di anni dopo venne progettato dall’ERAS un ampliamento in tono minore, nel quale gli alloggi popolari scompaiono, sebbene venga mantenuta la palazzina alle spalle della chiesa


Borgo Cascino: progetto di ampliamento ERAS


ma sarebbero comparse 19 case coloniche sul fianco Sud della collinetta





però neanche questo venne mai realizzato

Resta il fatto che gli unici interventi eseguiti successivamente su Borgo Cascino furono quelli di manutenzione, ordinaria e straordinaria. Nella più volte citata monografia del prof. Sapienza troverai, Lettore, i dettagli tecnici, qualora tu fossi interessato. Qui mi limiterò semplicemente a menzionare il fatto che vennero consolidati i solai esistenti, in legno, rinforzandoli con profilati a doppia T in acciaio e realizzando cordoli in calcestruzzo armato. Solo nella caserma-ufficio postale i solai vennero totalmente sostituiti con strutture in laterocemento tipo SAP.

Ma ciò che mi preme sottolineare soprattutto è che gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria condotti dall’Ente, contrariamente a quanto avvenuto per gli altri borghi, non hanno intaccato l’estetica degli edifici, il cui aspetto complessivo resta vicinissimo a quello originale.

Al mantenimento dello stato di salute del borgo hanno sicuramente contribuito gli occupanti degli edifici. Sebbene tutti i borghi di questa “prima serie ECLS” siano andati precocemente incontro ad interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, di fatto soltanto quelli abitati, restano agibili; è pertanto riconosciuto da più parti, essendo un dato obiettivo, che gli abitanti dei borghi devono avere un ruolo fondamentale nel mantenere l’integrità di questi luoghi. Ma mentre per gli altri borghi anche gli interventi sugli edifici ne condotti dagli occupanti hanno pesantemente contribuito a sconvolgerne l’estetica, Borgo Cascino sembra rimasto quello che era. Sebbene gli infissi siano stati sostituiti, numero forma e dimensione delle aperture sono rimasti gli stessi, come un aspetto immutato hanno conservato i tetti.
 
Borgo Cascino: delegazione podestarile

L’aspetto complessivo della piazza è uguale a quello originario

Borgo Cascino: piazza
 
ove si eccettui la presenza dell’asfalto e l’assenza dell’Angelo del Buon Raccolto. Quest’ultimo è stato danneggiato durante un intervento di manutenzione sulla chiesa; una trave, cadendo dall’alto, lo ha staccato dal basamento
 
Borgo Cascino: piedistalle dell'Angelo del Buon Raccolto

ed  è caduto dal piedestallo finendo in pezzi. Escludendo questo particolare, e se i residenti evitassero di parcheggiare sotto il portico o di ingombrare di auto e carcasse il perimetro esterno

Borgo Cascino: retroprospetto della delegazione podestarile

il tempo sembrerebbe essersi fermato

Borgo Cascino: torre littoria
 
Anche le insegne a bassorilievo sugli edifici sono ancora parzialmente in situ
 
Borgo Cascino: bassorilevo della scuola

ed anche in discrete condizioni

Borgo Cascino: bassorilievo all'ingresso della torre
 
sebbene si sia maldestramente tentato di cancellare i simboli del Ventennio
 
Borgo Cascino: bassorilievo all'ingresso della delegazione podestarile

E’ possibile che questa maggiore attenzione nell’evitare di danneggiare l’aspetto esteriore di Borgo Cascino sia anche in relazione alla tipologia ed alla storia delle persone che attualmente vi risiedono. Molti di loro hanno infatti conosciuto Borgo Cascino quando era stato costruito da poco. Qualcuno vi è nato, come il figlio di chi aveva avuto l’incarico di portalettere. Altri vi hanno trascorso una parte significativa della loro vita, come il maresciallo della stazione dei carabinieri, che vi è rimasto dopo il congedo. Diversamente da quanto accaduto per Borgo Lupo, raramente si è giunti all’instaurazione di rapporti conflittuali; l’unica documentazione certa al riguardo concerne l’occupazione abusiva dell’appartamento al primo piano dell’edificio che avrebbe ospitato gli uffici dell’ECLS, e che richiese diversi solleciti affinchè l’occupante liberasse i locali.

Non so quando esattamente l’erogazione dei servizi, il cui onere economico rimaneva praticamente a carico dell’Ente, sia cessata. Di sicuro, una nota dell’Assessorato Agricoltura e Foreste, datata 10.2.1968, disponeva l’annullamento della delibera con la quale venivano corrisposti ai Comuni i contributi per l’erogazione dei servizi relativi all’anno 1966. La comunicazione al comune di Enna dei contenuti della nota assessoriale è datata 23 giugno 1969; è quindi verosimile che sia stato quello l’anno in cui l’erogazione dei servizi venne sospesa. Ed è altrettanto verosimile che a ciò abbia fatto seguito la cessione di borgo Cascino al comune di Enna, formalizzata il 29 settembre del 1969. Contrariamente al disposto della legge 890 del 1942, la cessione al comune riguardò tutti gli edifici, su esplicita richiesta formulata dallo stesso comune.
 

Il borgo sarebbe quindi di proprietà del comune, e le proprietà rimaste all’ESA riguardano solo le particelle segnate a penna sulla mappa catastale


Borgo Cascino: mappa catastale

I residenti sono pertanto considerati occupanti abusivi. Ma occorre considerare che gli ultimi interventi pubblici, di una certa entità, sul borgo risalgono al 1967; se nel 2012 ho potuto osservare, Lettore, un (quasi) perfetto borgo ECLS costruito settanta anni prima, il merito è dei residenti. E d’altra parte se le istituzioni non si sono occupate del sito per cinquanta anni, perché mai proprio adesso si dovrebbe guardare con attenzione ad un minuscolo borgo sperduto in una  “Zona latifondistica tra le più spietate” ? Cosa dovrebbe mai essere accaduto di tanto importante da richiedere improvvisamente lo sfollamento di edifici che nessuno ha ritenuto di dover considerare per mezzo secolo? Forse, lasciarle agli occupanti sarebbe la soluzione migliore. Una soluzione che non toglierebbe allo Stato ciò che di fatto lo Stato non ha posseduto, e che consentirebbe a tutti di usufruirne realmente. SI potrebbe vietare l’ingresso delle auto nella minuscola piazzetta, e sbarazzare dai rifiuti l’area circostante. Credo che i residenti si farebbero carico di far risorgere l’Angelo del Buon Raccolto. Certo non potranno chiedere aiuto all’Autore dell’opera, deceduto da più di dieci anni; ma credo che qualcuno conservi ancora i pezzi della statua. Forse un restauro potrebbe far tornare l’Angelo al suo posto. E, ripristinando gli intonaci esterni ed eliminando le auto, potrebbero consentire a Te, Lettore, così come è stato per me, di visitare un autentico, originale borgo ECLS.



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