venerdì 10 giugno 2011

CORREZIONE D’ERRORE 2: dalla via Falconara all’ex Ospedale di San Ciro


Più avanti non sussistono incertezze su quello che era il percorso del tracciato, in quanto gli allineamenti rimasti sul territorio, e le fotografie (anche quelle storiche) utilizzate su GoogleEarth consentono agevolmente di ricostruirlo con precisione.
In certi punti sono presenti ancora tracce evidenti, come l’inizio del segmento subito oltre l’attraversamento della via Leonardo da Vinci, ed il suo sbocco in via Di Blasi.


Le incertezze ricompaiono nel tratto che va dal Conventino dei Frati Minori Rinnovati fino al cavalcavia di via Luparello, e più precisamente nel segmento che decorreva ad Ovest dell’istituto Zootecnico, in quanto sia prima, sia più avanti, sono ancora presenti delle strutture che consentono di localizzare con esattezza il percorso della strada ferrata.

In effetti, anche in corrispondenza dell’area adiacente all’Istituto Zootecnico sono presenti un avvallamento ed un sentiero che potrebbero essere le vestigia del tracciato; ma per esserne sicuri è stato necessario ricorrere alla stessa sovrapposizione multipla usata per la curva.

Ciò è stato relativamente semplice perché sia sulla mappa presente sul PCN, sia su quelle più antiche sono presenti tre riferimenti a strutture tutt’oggi esistenti: il Convento di Baida, il cavalcavia di via Luparello, ed un ponticello che consente l’attraversamento di un corso d’acqua subito oltre il Conventino dei Frati Minori Rinnovati

L’area in cui il ponticello attraversa il corso d’acqua è attualmente occupata da un mandriano che vi tiene le greggi ed i cani.
Con ogni probabiltà, per quanto detto a proposito dell’usucapibilità degli immobili, il terreno è di sua proprietà.
Mi ha raccontato che il ponticello aveva delle strutture in ferro che vennero asportate anni fa (furto); è stato abbastanza cordiale ma non ha voluto consentirmi di fotografare il ponticello.
Sono però riuscito a fotografare i muri che erano stati eretti per contenere il corso d’acqua e fornire una base per l’edificazione del ponticello; la messa a fuoco e l’inquadratura lasciano a desiderare perchè la foto è stata scattata frettolosamente:

la sovrapposizione delle mappe ha consentito di identificare l’avvallamento ed il sentiero come le vestigia del tracciato


Questo in un primo tratto, identificabile con l’avvallamento, continuava lungo la direttrice dell’ultimo segmento di via Ai Villini di Sant’Isidoro, a poca distanza dall’attuale muro di confine dell’adiacente complesso residenziale


per poi curvare bruscamente verso Sud

Questo secondo tratto si identifica con il sentiero


il quale si interompe bruscamente contro la recinzione di un’abitazione. Questo è quindi quanto rimane del tracciato


Dalla parte opposta della casa il tracciato continua fino al cavalcavia di via Luparello, ed oltre, fino alla stazione di Baida. Non ho avuto alcuna possibilità di accesso a questa parte del tracciato, ma esso è ben visibile a distanza


Lo sbocco sul viadotto della prima galleria
Avevo asserito, in contrasto con quanto riportato su Wikipedia, che lo sbocco della galleria fosse semplicemente nascosto dalle strutture antistanti, ed avevo riportato le fotografie, riprese lungo il viadotto, in cui risultava visibile la cornice.

Ero in errore: la parte centrale del portale è effettivamente sepolta fino al medaglione, e sono rimaste libere solo le parti laterali; ciò risulta parzialmente visibile in quest’altra foto



Lo sbocco della seconda galleria

Questo è parzialmente visibile dalla via Maddalena; poiché vi è della vegetazione interposta, la visibilità può variare con le stagioni



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