lunedì 17 agosto 2009

Ricostruzione del tracciato della ferrovia Palermo-Camporeale. Parte sesta: dalla stazione di Santa Cristina Gela al lago di Piana (fermata Kumeta)

Percorrendo la strada adiacente alla stazione di Santa Cristina, il decorso del tracciato oltre la stazione è evidente; risulta infatti ben visibile il rilevato della sede stradale, che qui è costituito da un terrapieno con un'elevazione, in alcuni punti, di diversi metri.



Poco dopo la stazione vi è un sottovia che consente di attraversare il terrapieno




dopo il quale strada e terrapieno divergono per tornare paralleli, ad una certa distanza, dopo poco più di duecento metri, ove si trova la quindicesima cantoniera, abitata da privati.



La cantoniera è stata ristrutturata e sono state aggiunte altre strutture.




Da questo punto in poi, il tracciato torna ed esser percorribile in quanto costituisce la strada di accesso alla cantoniera.




Continuando a percorrere la strada parallela la linea del tracciato continua ad essere ben visibile; a circa trecento metri dalla cantoniera vi è un altro sottovia.




Dopo ulteriori trecento metri il rilevato è interrotto in corrispondenza dell'incrocio tra la provinciale 5 e la strada che dal cimitero di Santa Cristina, a Nord, scende verso il lago; anzi, è proprio quest'ultima strada che interrompre il tracciato. Subito prima dell'interruzione, l'ex tracciato si raccorda con la strada sterrata parallela, ed ambedue confluiscono nella SP5.



Attraverso tale raccordo è possibile quindi accedere all'ex-tracciato e percorrerlo a ritroso fino alla quindicesima cantoniera.



Dopo l'incrocio, il rilevato è appena discernibile, sulla destra, ad una cinquantina di metri dalla SP5 per duecento metri circa, quindi tornava ad essere ben visibile, fino al giugno 2009, all'interno di un cantiere, ove era presente anche un sottovia per il deflusso delle acque.




Successivamente i lavori condotti nel cantiere hanno sconvolto la morfologia del terreno cancellando di fatto il rilevato. Alla data del 15 luglio 2009 il sottovia era ancora presente, ma probabilmente verrà eliminato.




Dopo il sottovia il rilevato converge con la provinciale in corrispondenza di un muro di sottoscarpa




indi torna a divergere verso Nord, incrementando la sua quota rispetto al piano stradale; qui si trova la sedicesima cantoniera


profondamente variata nell'architettura e con diverse strutture aggiunte.





Dopo la cantoniera, il tracciato continua a divergere costantemente dalla provinciale, e diviene parte della viabilità locale.




Esso è così accessibile dalle strade che salgono a destra, verso Nord, dalla SP5 (via dei Pini, via Matranga, via Ugo Foscolo).



In particolare, risalendo la via Matranga dopo 150 m sulla destra ci si imbatte in un ponticello analogo a quello visto prima della stazione di Santa Cristina



mentre la via Ugo Foscolo attraversa il terrapieno in corrispondenza di un sottovia.




Oltre la via Ugo Foscolo, il tracciato non è più percorribile per una cinquantina di metri; lo diviene nuovamente più avanti, ma l'accesso deve essere effettuato dall'estremità opposta, sulla SP120.




Quest'ultima è raggiungibile oltrepassando il cimitero di Piana sulla SP5, indi girando alla successiva a destra e poi, allo "STOP" nuovamente a destra: dopo trecento metri circa si giunge ad una piazzola ove è presente un'edicola, e la strada sterrata che sbocca nella piazzola è sedime della sede ferroviaria.



Questa può quindi essere percorsa a ritroso per circa quattrocento metri



sono ben visibili i muretti di controripa.




Oltre la SP120, le tracce della linea scompaiono nuovamente per circa 200m, ma vi è il metanodotto a segnare il percorso.



Il tracciato ricompare in prossimità della diciassettesima cantoniera



attualmente disabitata, ma in discreto stato, sebbene dipinta di verde.




La strada di accesso alla cantoniera è ancora il tracciato; anche qui si può percorrere a ritroso, da Piana verso la cantoniera, imboccandolo dalla via Kastriota.




Questa si può raggiungere dalla SP120 percorrendola nel senso opposto, dall'edicola verso l'abitato; a circa 700m dall'edicola si dirama sulla destra, in corrispondenza di una curva a sinistra, una bretella asfaltata si raccorda all'ex tracciato.




Continuando a percorrere la via Kastriota, dopo altri 150m ed in corrispondenza di una curva a destra, una breve strada accidentata che scende a sn, dopo la stazione dei Carabinieri, conduce alla stazione di Piana degli Albanesi.




Questa è di tipo "principale", ed in pessime condizioni. Il tetto del magazzino merci è crollato e parte delle finestre sono murate.




Il piazzale retrostante è usato come parcheggio.




Dalla via Kastriota alla stazione non vi sono tracce della sede ferroviaria, ma il tracciato, date le differenze altimetriche. doveva passare a Sud della stazione dei Carabinieri.
Dopo la stazione, il tracciato decorre su un terrapieno, e può essere seguito per circa 200m



indi è interrotto dal prolungamento della SP120 che taglia il terrapieno in corrispondenza di un sottopasso per il passaggio di un corso d'acqua.



Il tracciato continua oltre la SP120 e può essere raggiunto dall'estremità opposta.




Originariamente esso quindi, dalla stazione, descriveva una curva a sinistra e poi scendeva rettilineo verso SudEst.



Questa parte poteva venire percorsa interamente fino al 2005, anno in cui iniziarono i lavori per la realizzazione della strada.



A 450m dalla stazione si trova la diciottesima cantoniera, in rovina



e cinquanta metri dopo il tracciato è interrotto da una strada asfaltata che proviene dalla costa Nord del lago e poi, più a Sud, finisce per raccordarsi ad esso.
Questa strada può essere raggiunta scendendo verso Sud da via Kastriota. Proveninedo dall'edicola lungo la SP120, giunti al crocevia la via Kastriota sale verso destra; occorre invece scendere in direzione opposta, verso sinistra. La strada scende per circa 650m, indi termina contro la strada proveniente dal lago. Qui si deve svoltare a destra e percorsi 200m sulla destra si trova il tracciato proveniente dalla stazione e la diciottesima cantoniera.



Il tracciato originariamente continuava in linea retta dalla parte opposta della strada passando attraverso una trincea, una sorta gola artificiale ancora ben visibile, a circa 200m. Una breve strada sterrata giunge in prossimità della gola, ma prima di essa devia verso destra; la trincea può comunque essere percorsa a piedi.



Dopo la gola, il tracciato si perde per 150m circa, ma è comunque possibile ritrovarlo più avanti. Per raggiungerlo occorre tornare indietro, verso SudEst, per 200m, fino alla strada dalla quale si è giunti; di fronte vi è un'altra strada sterrata che si dirige verso Sud, terminando dopo 250m. Una decina di metri prima vi è un breve tratto in salita, notevolmente accidentato, sulla destra. Dopo un centinaio di metri, la strada sterrata torna a ricalcare il tracciato.



Nutro qualche dubbio sul fatto che qui il tracciato si identifichi con la sede ferroviaria. La strada in effetti corre su un rilevato, che in un punto è addirittura attraversato da un sottovia per lo scolo per le acque; ma le repentine variazioni altimetriche sembrerebbero incompatibili con quelle di una linea ferroviaria.



E' probabile che parte del terrapieno abbia ceduto del corso degli anni rendendone irregolare la sommità.
Da questo punto in avanti, per più di 12 chilometri, il tracciato si identificherà con strade carrabili senza soluzione di continuo.



La strada sterrata, diramatasi da quella asfaltata, si ricongiunge con quest'ultima dopo circa 850m ; ma dal punto in cui avviene la ricongiunzione, la strada asfaltata è il tracciato; da qui esso è infatti stato convertito nella Strada Provinciale 102bis.



Questa punta dapprima verso Sud, indi segue due curve ad ampio raggio che ricalcano l'andamento della costa del lago. Lungo il percorso si possono vedere alcuni muri di controripa originali. All'inizio della prima delle due curve si trova, sulla sinistra, la diciannovesima cantoniera (Km 39,500), ristrutturata da poco e dipinta di colore rosa.



All'uscita dalla seconda curva, vi è la stazione della fermata di Kumeta.
Come tutte le stazioni di fermata, ha tre luci sul prospetto ed è priva di magazzino merci. Anche questa è stata recentemente (posteriormente al 2006) ristrutturata ed appare pertanto in perfette condizioni. Attualmente il colore è giallo intenso, mentre originariamente era di un rosa simile a quello della cantoniera.



A questo punto, quasi 41 chilometri (40850m secondo le mie determinazioni) sono stati percorsi dalla stazione Lolli.

domenica 16 agosto 2009

Ricostruzione del tracciato della ferrovia Palermo-Camporeale. Parte quinta: da Pianetto alla stazione di Santa Cristina Gela


La confluenza dell'ex tracciato con la provinciale è realizzata con una bretella lunga circa dieci metri che forma una stretta curva a sn, di una settantina di gradi. Il tracciato originariamente proseguiva diritto oltre questa curva. Pertanto, confluiti nella provinciale occorre dirigersi a destra, in direzione Sud, verso Santa Cristina Gela.
Il tracciato procedeva quasi parallelo alla sede stradale, per poco più di un chilometro, divergendo leggermente verso ovest, cosicchè in prossimità dello sbocco sulla provinciale distava circa dieci metri dalla sede stradale, che divenivano circa trenta dopo un chilometro.




Dopo cento metri dalla confluenza, ed a ventotto chilometri dalla Stazione Lolli, si trova la tredicesima cantoniera (alla quale in passato è stato aggiunto un balcone al piano superiore, e che alla data del 15 luglio 2009 era in ristrutturazione).




Circa duecento metri più avanti si possono ancora vedere i resti del rilevato, e ancora più avanti, in corrispondenza della curva, è presente il muro di sottoscarpa del rilevato.




Attualmente questo è ben visibile per duecento metri circa, quando è quindi interrotto da due costruzioni realizzate successivamente al 2005. Dopo le costruzioni, a 28650 m dalla Stazione Lolli, sorge la stazione della fermata di Cozzo Vaccheria (che è di quelle definite di tipo "fermata"), in mediocre stato di conservazione e disabitata. Parte del muro che delimitava il piazzale è stato utilizzato per la costruzione di una struttura (sembrerebbe una vasca).




Da questo punto in avanti, i resti del tracciato sono estremamente frammentari. Alcuni residenti si sono appropriati di parte del terreno della sede stradale. Circa quattro anni addietro, il comune di Santa Cristina Gela ha venduto le rimanenti parti di terreno ad altri privati, cosicchè adesso rimane ben poco.
Fino a vent'anni fa circa, il tracciato era interamente presente, ed il sedime era usato come strada campestre; qualche residente più anziano riferisce anzi come esso venisse usato per gli spostamenti verso i campi preferendolo alla provinciale.
E più o meno vent'anni fa, io ed alcuni amici percorrevamo la zona con moto da fuoristrada, ma giunti alla provinciale, non imboccammo mai questa parte del tracciato. Ed è un vero peccato perchè così mi mancano riferimenti personali dell'epoca. e la ricostruzione si è dovuta basare sulle testimonianze, sui pochi residui attualmente esistenti, e sulle foto satellitari di GoogleEarth.
Una cosa che ho notato è che pare che da questo punto e fino a Piana degli Albanesi, il terrapieno del rilevato sia stato utilizzato per l'interramento del metanodotto; in più tratti è così possibile fare riferimento a questo per una traccia; inoltre, sembra anche che l'elettrodotto segua un tragitto sovrapponibile.
Questa è comunque la mia ricostruzione.
Dopo la stazione, la provinciale segna una deviazione verso destra, di 150m circa, per proseguire rettilinea per 200m e segnare una curva a sn. Il tracciato invece proseguiva lungo una direzione praticamente rettilinea, per cui la prima curva, a destra, porta la strada a ridosso del tracciato; strada e tracciato proseguono affiancati fino alla curva a sn dove la strada si discosta da esso fino ad un massimo di circa 300 m.
Per cinquecento metri circa la provinciale si dirige a Sud indi si volge nuovamente verso SudOvest con un lungo rettilineo lungo un chilometro circa, a metà del quale il tracciato si porta nuovamente a ridosso della strada decorrendo a 10-20 metri dalla sede.



Da qui in poi si possono vedere parti del rilevato (ho parlato con un tale che stava eliminando l'erba secca proprio dal terrapieno del rilevato all'interno di una recinzione privata).




Dopo aver eseguito la ricostruzione, mi sono ricordato dell'esistenza di una mappa IGM che mi ero procurato ai tempi in cui mi muovevo da quelle parti con la moto. L'ho ritrovata; la cartografia è del 1974, e la linea è segnata in parte come ferrovia dismessa ed in parte come tratturo. La sovrapposizione è praticamente perfetta, almeno nei limiti di risoluzione della mappa






Da questo punto, strada e tracciato decorrono affiancati, fin quando la provinciale curva a sn, per poi tornare a destra passando su un ponte. Il tracciato invece procedeva diritto per curvare prima leggermente a destra. passando quindi sopra un terrapieno con un sottopassaggio (ancora presente e perfettamente conservato - 30800m dalla Stazione Lolli)




quindi curvando prima a sinistra e poi a destra per aggirare la collina, e riportandosi parallelo alla strada prima del ponte, indi passava sotto il ponte.
Non è possibile passare sopra il terrapieno (che tra l'altro si interrompe bruscamente), ma è possibile passare sotto di esso continuando sulla strada sterrata che è il prolungamento del rettilineo della provinciale.




Da questo punto in poi la sede ferroviaria è visibile, con muretti di controripa, per un centinaio di metri



per raggiungerla, tuttavia occorrerebbe passare lungo i campi coltivati.




Il tracciato descriveva quindi un percorso ad "S", prima verso sinistra, poi verso destra, allinenandosi con il successivo viadotto (32100 m dalla Stazione Lolli).




Quest'ultimo è comunque percorribile a piedi, ma occorre raggiungerlo dall'estremità opposta.



Subito dopo il viadotto è presente la quattordicesima cantoniera (32250m da Lolli).




Questa è una strana anomalia, in quanto finora le cantoniere sono poste lungo il tracciato ad intervalli di due chilometri circa (con l'approssimazione di trecento metri), ma tra la cantoniera di Pianetto e questa la distanza è di quattro chilometri. Così. in teoria, un'altra cantoniera dovrebbe esistere a metà strada tra le due; ma non sono riuscito ad individuare nulla che vi somigli e che abbia ubicazione ed orientamento compatibili, nè sul luogo, nè sulle fotografie satellitari. D'altra parte, le persone del luogo sostengono che non sia mai esistita una cantoniera intermedia (testualmente, "mai cià statu, e mancu l'hannu sdirrubbata").

Dalla quattordicesima cantoniera, il tracciato, con tratti di sedime, è presente, ben conservato, percorribile a piedi, con mezzi fuoristrada, e se la vostra auto da città vi fa antipatia e le volete male, anche con quella.







Per quanto detto prima va imboccato alla confluenza sulla provinciale, e percorso a ritroso. Per trovare lo sbocco occorre continuare a percorrere la provinciale; dopo aver oltrepassato il ponte sotto il quale passava la linea, la strada curva a sinistra in salita, indi inizia la discesa verso Santa Cristina Gela. Alla destra vi è la montagna , mentre a sinistra vi è la vallata nella quale si trova il viadotto, visibile dalla strada. A circa 1800m dal ponte si trova sulla destra una strada che sale verso il paese; esattamente dall'altra parte della strada sbocca una strada sterrata, che è il tracciato ferroviario. Da qui, il tracciato può essere seguito a ritroso fino al viadotto.




Lo sbocco sulla provinciale è, analogamente a quanto accade a Pianetto, un raccordo. Il tracciato continuava diritto incrociando una strada che si trova un centinaio di metri più avanti, dopo la quale si nota un ponte in pietra alla sinistra del quale la linea continuava verso Ovest




In questo tratto, elettrodotto e metanodotto tornano a seguire il tracciato ferroviario. Il fatto che il tracciato si trovasse alla sinistra del ponte mi è stato riferito da un residente; devo dire che sia l'allineamento del ponte rispetto alla stazione di Santa Cristina Gela, sia l'apparente inutilità del ponte ponte stesso mi farebbero ritenere che il tracciato passasse sotto il ponte (33300 m dalla Stazione Lolli)




A meno di quattrocento metri dal ponticello, continuando in discesa sulla stessa linea, vi è la stazione di Santa Cristina Gela.




E' abitata da privati, ed una recinzione ed un cancello chiudono l'accesso al piazzale. Per raggiungere il cancello occorre proseguire lungo la provinciale per ulteriori quattrocento metri fino all'incrocio, indi percorrere il tornante che scende verso sinistra; dopo duecentocinquanta metri vi è il cancello. Scendendo, dopo il tornante, è possibile vedere dall'alto la stazione, che è di tipo "stazione secondaria", con tre luci per piano sul prospetto ma anche sui muri laterali; alla costruzione originaria sono comunque state aggiunte diverse strutture.


Dal cancello, la stazione si intravede appena tra gli alberi



ma accanto al cancello, sulla sinistra, si trova l'inizio di una strada sterrata che decorre parallelamente alla linea, qualche metro più in basso. Percorrendo la strada si passa nuovamente in prossimità della stazione; la visuale dal basso consente di rilevare meglio le modifiche effettuate.



Mentre guardi dal basso la stazione, Lettore, ti trovi a 33700 metri dalla Stazione Lolli