domenica 16 agosto 2009

Ricostruzione del tracciato della ferrovia Palermo-Camporeale. Parte quinta: da Pianetto alla stazione di Santa Cristina Gela


La confluenza dell'ex tracciato con la provinciale è realizzata con una bretella lunga circa dieci metri che forma una stretta curva a sn, di una settantina di gradi. Il tracciato originariamente proseguiva diritto oltre questa curva. Pertanto, confluiti nella provinciale occorre dirigersi a destra, in direzione Sud, verso Santa Cristina Gela.
Il tracciato procedeva quasi parallelo alla sede stradale, per poco più di un chilometro, divergendo leggermente verso ovest, cosicchè in prossimità dello sbocco sulla provinciale distava circa dieci metri dalla sede stradale, che divenivano circa trenta dopo un chilometro.




Dopo cento metri dalla confluenza, ed a ventotto chilometri dalla Stazione Lolli, si trova la tredicesima cantoniera (alla quale in passato è stato aggiunto un balcone al piano superiore, e che alla data del 15 luglio 2009 era in ristrutturazione).




Circa duecento metri più avanti si possono ancora vedere i resti del rilevato, e ancora più avanti, in corrispondenza della curva, è presente il muro di sottoscarpa del rilevato.




Attualmente questo è ben visibile per duecento metri circa, quando è quindi interrotto da due costruzioni realizzate successivamente al 2005. Dopo le costruzioni, a 28650 m dalla Stazione Lolli, sorge la stazione della fermata di Cozzo Vaccheria (che è di quelle definite di tipo "fermata"), in mediocre stato di conservazione e disabitata. Parte del muro che delimitava il piazzale è stato utilizzato per la costruzione di una struttura (sembrerebbe una vasca).




Da questo punto in avanti, i resti del tracciato sono estremamente frammentari. Alcuni residenti si sono appropriati di parte del terreno della sede stradale. Circa quattro anni addietro, il comune di Santa Cristina Gela ha venduto le rimanenti parti di terreno ad altri privati, cosicchè adesso rimane ben poco.
Fino a vent'anni fa circa, il tracciato era interamente presente, ed il sedime era usato come strada campestre; qualche residente più anziano riferisce anzi come esso venisse usato per gli spostamenti verso i campi preferendolo alla provinciale.
E più o meno vent'anni fa, io ed alcuni amici percorrevamo la zona con moto da fuoristrada, ma giunti alla provinciale, non imboccammo mai questa parte del tracciato. Ed è un vero peccato perchè così mi mancano riferimenti personali dell'epoca. e la ricostruzione si è dovuta basare sulle testimonianze, sui pochi residui attualmente esistenti, e sulle foto satellitari di GoogleEarth.
Una cosa che ho notato è che pare che da questo punto e fino a Piana degli Albanesi, il terrapieno del rilevato sia stato utilizzato per l'interramento del metanodotto; in più tratti è così possibile fare riferimento a questo per una traccia; inoltre, sembra anche che l'elettrodotto segua un tragitto sovrapponibile.
Questa è comunque la mia ricostruzione.
Dopo la stazione, la provinciale segna una deviazione verso destra, di 150m circa, per proseguire rettilinea per 200m e segnare una curva a sn. Il tracciato invece proseguiva lungo una direzione praticamente rettilinea, per cui la prima curva, a destra, porta la strada a ridosso del tracciato; strada e tracciato proseguono affiancati fino alla curva a sn dove la strada si discosta da esso fino ad un massimo di circa 300 m.
Per cinquecento metri circa la provinciale si dirige a Sud indi si volge nuovamente verso SudOvest con un lungo rettilineo lungo un chilometro circa, a metà del quale il tracciato si porta nuovamente a ridosso della strada decorrendo a 10-20 metri dalla sede.



Da qui in poi si possono vedere parti del rilevato (ho parlato con un tale che stava eliminando l'erba secca proprio dal terrapieno del rilevato all'interno di una recinzione privata).




Dopo aver eseguito la ricostruzione, mi sono ricordato dell'esistenza di una mappa IGM che mi ero procurato ai tempi in cui mi muovevo da quelle parti con la moto. L'ho ritrovata; la cartografia è del 1974, e la linea è segnata in parte come ferrovia dismessa ed in parte come tratturo. La sovrapposizione è praticamente perfetta, almeno nei limiti di risoluzione della mappa






Da questo punto, strada e tracciato decorrono affiancati, fin quando la provinciale curva a sn, per poi tornare a destra passando su un ponte. Il tracciato invece procedeva diritto per curvare prima leggermente a destra. passando quindi sopra un terrapieno con un sottopassaggio (ancora presente e perfettamente conservato - 30800m dalla Stazione Lolli)




quindi curvando prima a sinistra e poi a destra per aggirare la collina, e riportandosi parallelo alla strada prima del ponte, indi passava sotto il ponte.
Non è possibile passare sopra il terrapieno (che tra l'altro si interrompe bruscamente), ma è possibile passare sotto di esso continuando sulla strada sterrata che è il prolungamento del rettilineo della provinciale.




Da questo punto in poi la sede ferroviaria è visibile, con muretti di controripa, per un centinaio di metri



per raggiungerla, tuttavia occorrerebbe passare lungo i campi coltivati.




Il tracciato descriveva quindi un percorso ad "S", prima verso sinistra, poi verso destra, allinenandosi con il successivo viadotto (32100 m dalla Stazione Lolli).




Quest'ultimo è comunque percorribile a piedi, ma occorre raggiungerlo dall'estremità opposta.



Subito dopo il viadotto è presente la quattordicesima cantoniera (32250m da Lolli).




Questa è una strana anomalia, in quanto finora le cantoniere sono poste lungo il tracciato ad intervalli di due chilometri circa (con l'approssimazione di trecento metri), ma tra la cantoniera di Pianetto e questa la distanza è di quattro chilometri. Così. in teoria, un'altra cantoniera dovrebbe esistere a metà strada tra le due; ma non sono riuscito ad individuare nulla che vi somigli e che abbia ubicazione ed orientamento compatibili, nè sul luogo, nè sulle fotografie satellitari. D'altra parte, le persone del luogo sostengono che non sia mai esistita una cantoniera intermedia (testualmente, "mai cià statu, e mancu l'hannu sdirrubbata").

Dalla quattordicesima cantoniera, il tracciato, con tratti di sedime, è presente, ben conservato, percorribile a piedi, con mezzi fuoristrada, e se la vostra auto da città vi fa antipatia e le volete male, anche con quella.







Per quanto detto prima va imboccato alla confluenza sulla provinciale, e percorso a ritroso. Per trovare lo sbocco occorre continuare a percorrere la provinciale; dopo aver oltrepassato il ponte sotto il quale passava la linea, la strada curva a sinistra in salita, indi inizia la discesa verso Santa Cristina Gela. Alla destra vi è la montagna , mentre a sinistra vi è la vallata nella quale si trova il viadotto, visibile dalla strada. A circa 1800m dal ponte si trova sulla destra una strada che sale verso il paese; esattamente dall'altra parte della strada sbocca una strada sterrata, che è il tracciato ferroviario. Da qui, il tracciato può essere seguito a ritroso fino al viadotto.




Lo sbocco sulla provinciale è, analogamente a quanto accade a Pianetto, un raccordo. Il tracciato continuava diritto incrociando una strada che si trova un centinaio di metri più avanti, dopo la quale si nota un ponte in pietra alla sinistra del quale la linea continuava verso Ovest




In questo tratto, elettrodotto e metanodotto tornano a seguire il tracciato ferroviario. Il fatto che il tracciato si trovasse alla sinistra del ponte mi è stato riferito da un residente; devo dire che sia l'allineamento del ponte rispetto alla stazione di Santa Cristina Gela, sia l'apparente inutilità del ponte ponte stesso mi farebbero ritenere che il tracciato passasse sotto il ponte (33300 m dalla Stazione Lolli)




A meno di quattrocento metri dal ponticello, continuando in discesa sulla stessa linea, vi è la stazione di Santa Cristina Gela.




E' abitata da privati, ed una recinzione ed un cancello chiudono l'accesso al piazzale. Per raggiungere il cancello occorre proseguire lungo la provinciale per ulteriori quattrocento metri fino all'incrocio, indi percorrere il tornante che scende verso sinistra; dopo duecentocinquanta metri vi è il cancello. Scendendo, dopo il tornante, è possibile vedere dall'alto la stazione, che è di tipo "stazione secondaria", con tre luci per piano sul prospetto ma anche sui muri laterali; alla costruzione originaria sono comunque state aggiunte diverse strutture.


Dal cancello, la stazione si intravede appena tra gli alberi



ma accanto al cancello, sulla sinistra, si trova l'inizio di una strada sterrata che decorre parallelamente alla linea, qualche metro più in basso. Percorrendo la strada si passa nuovamente in prossimità della stazione; la visuale dal basso consente di rilevare meglio le modifiche effettuate.



Mentre guardi dal basso la stazione, Lettore, ti trovi a 33700 metri dalla Stazione Lolli

giovedì 13 agosto 2009

Ricostruzione del tracciato della ferrovia Palermo-Camporeale. Parte quarta: dalla fermata Fiumelato a Pianetto


Il tracciato continuava in linea retta attraversando l'attuale via Fiumelato, e procedendo oltre sempre come via Linea Ferrata. Occorre seguire la strada per un centinaio di metri, indi girare a sinistra. Una cartello pubblicitario con la scritta "CARNI" indica la prosecuzione del tracciato.





Questa parte della linea è una delle più suggestive. Vi sono passaggi su ponti, o sotto cavalcavia








in alcuni punti la sede ferroviaria è fiancheggiata da alti muri di controripa originali e questo, unitamente al fatto che la sede stradale è stata allargata poco o nulla, dà davvero l'idea di percorrere una linea ferroviaria.




Ad un chilometro ed ottocento metri dalla precedente, lungo un tratto di strada rettilineo, sorge l'ottava cantoniera, abitata ed in ottime condizioni.






Dopo due curve ad ampio raggio ed un altro tratto rettilineo, vi è un'altra delle interruzioni del tracciato.



La strada in realtà non risulta interrotta, ma effettua una stretta curva dopo la quale vi è il ponte per l'attraversamento della scorrimento veloce Palermo-Sciacca. La curva, così come il ponte, sono chiaramente di realizzazione successiva. Non è possibile stabilire quale fosse l'andamento originale, ma è probabile che il tracciato descrivesse una curva meno accentuata.


Il tracciato viene comunque ripreso subito dopo, come è intuibile dalla presenza di muretti di controripa chiaramente originali, e dopo altre due curve ci si trova di fronte all'imboccatura della settima galleria.




Questa è molto breve (centoventi metri), e dopo poco più di duecento metri dall'uscita si passa sotto un ponte.




Dopo ulteriori 150m è possibile vedere la nona cantoniera, ristrutturata, abitata e seminascosta dalla cancellata e dalla vegetazione.




Da quel punto il tracciato procede per altri 350m, indi ci si imbatte nella terza interruzione: il campo sportivo di Altofonte. Questo è stato costruito sul tracciato, ed il suo ingresso (dalla parte opposta) è la diretta prosecuzione del piazzale della stazione.




La strada a questo punto forma uno stretto tornante a sn, e sbocca nella Provinciale 5; il tratto tra il tornante e la provinciale è "via Case Stazione". Per proseguire lungo il tracciato scavalcando il campo sportivo, occorre prendere la provinciale girando a sinistra (sebbene sembri anti-intuitivo). La provinciale infatti, con un altro tornante a sinistra, passa sopra il tracciato e corre parallelamente al campo sportivo. Subito dopo, una strada in discesa a sinistra si va a riagganciare al tracciato; in fondo alla discesa si trova la stazione di Altofonte.




Questa è una "stazione principale", ma il magazzino merci è stato sostituito da una costruzione moderna, più grande, nella stessa posizione.




L'edificio passeggeri è in discreto stato, abitato da privati.


Di fronte la stazione si erge un imponente muro di contenimento.
Proseguendo, dopo circa quattrocento metri si apre l'ottava galleria.




Anche questa è breve, e fra essa e la successiva vi è una distanza di una settantina di metri.




La nona galleria è lunga circa 170m, ed all'uscita ci si trova in uno dei tratti in assoluto più belli del tracciato, che si snoda all'interno di un bosco.






Dopo 200m dall'uscita della galleria vi è la decima cantoniera, alla base della quale è stata aggiunta una struttura.




Questa è la prima cantoniera a presentare due ampie finestre sui muri laterali; da qui in poi, esse saranno realizzate tutte secondo tale criterio.
L'edificio originale non sembra in buone condizioni, con le finestre del piano superiore murate, ed appare disabitato.




Dopo ulteriori 750m si trova l'imbocco della decima galleria, lunga circa 180m. Il tracciato continua, all'uscita, per poco più di trecento metri prima di incrociare la provinciale che va verso Piana degli Albanesi. Oltrepassato l'incrocio la strada procede verso SE, e dopo circa ottocento metri vi è l'undicesima cantoniera, ristrutturata ed abitata.



Meno di 250m più avanti vi è l'undicesima galleria, lunga un centinaio di metri.




In questo tratto, e fino a Pianetto, la sede stradale è stata allargata, ma vi sono diversi ponticelli e gallerie, la cui dimensione è rimasta quella della sede stradale ferroviaria. Questa strada viene percorsa a velocità eccessivamente elevate in rapporto alla larghezza, alla visibilità ed allo stato del fondo stradale. Inoltre. spesso vi transitano dei grossi autocarri, che una volta all'interno della galleria, occupano l'intera sede stradale. Pertanto conviene usare una certa cautela.
Qui il tracciato prosegue con curve poco accentuate. Dopo poco meno di due chilometri, tra gli alberi, vi è la dodicesima cantoniera, e dopo ulteriori 900m si trova l'imbocco della dodicesima galleria, lunga circa 250m.




All'uscita il tracciato prosegue per 350 m, indi descrive un'ampia curva a destra oltre la quale vi è un tratto rettilineo che si congiunge alla strada provinciale che da Belmonte Mezzagno conduce a Santa Cristina Gela.





Da questo punto in avanti, Lettore, a 27850 m dalla Stazione Lolli il tracciato cessa di essere percorribile